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Che co'è GEM, Global Entrepreneurship Monitor
Global Entrepreneurship Monitor (GEM) è un progetto di ricerca internazionale il cui obiettivo è rilevare i livelli di imprenditorialità in diversi Paesi, analizzare i fattori che influenzano tali livelli e suggerire politiche che
possano favorire l'attività imprenditoriale.
Il progetto, giunto al suo decimo anno, è coordinato dalla London Business School (UK) e dal Babson College (USA) ed ha coinvolto 42 Paesi nel 2007. Dal 2003 l'Università Bocconi, tramite EntER, partecipa al progetto per la parte relativa all’Italia.
Università Bocconi
GEM Consortium
Rapporto 2008 (Abstract)
Nel 2008, il 4,6% della popolazione adulta, ossia un adulto su 22, in Italia era coinvolto in un’attività imprenditoriale early-stage (definita da GEM come un’attività con meno di tre anni e mezzo di vita).
L’attività imprenditoriale in Italia non è significativamente diversa da quella rilevata in diversi altri Paesi europei, sebbene non sia aumentata negli ultimi anni.
Secondo gli Esperti Nazionali intervistati da GEM, i maggiori ostacoli alle attività early-stage sono la mancanza di sufficienti risorse finanziarie, l’inadeguatezza delle infrastrutture fisiche e la scarsa attenzione da parte della politica e dei programmi governativi. Vi sono, inoltre, altri problemi strutturali, così come sottolineato dal World Economic Forum, e tra questi emergono la rigidità del mercato del lavoro che ostacola la creazione di nuovi posti di lavoro, l’inefficienza nell’uso delle risorse pubbliche e gli elevati costi legati alla gestione di un’attività economica.
Giudizi più positivi sono stati espressi riguardo al fatto che diventare imprenditore in Italia è una scelta di carriera desiderabile. Inoltre, gli Esperti nazionali hanno osservato il fatto che nella popolazione vi sono capacità e conoscenze che consentono agli individui di diventare imprenditori, oltre che un atteggiamento positivo nei confronti dell’innovazione, da parte sia delle imprese che dei consumatori. Quest’ultimo fatto è confermato dal World Economic Forum, secondo il quale in Italia vi è un’elevata sofisticazione delle attività economiche, in quanto producono beni che sono posizionati in alto nella catena di valore ed utilizzano i più recenti processi di produzione.
Così come in altri Paesi sviluppati, il tipico imprenditore early-stage in Italia è maschio (la percentuale è più che doppia rispetto alle donne), ha un’età compresa tra 24 e 35 anni (il 43% di tutti gli imprenditori early-stage) ed è ben istruito (laureato).
La distribuzione regionale vede il 48,2% degli imprenditori early-stage nelle regioni settentrionali, il 17,5% al Centro ed il 34,2% nel Sud e nelle Isole. Le regioni settentrionali mostrano la maggiore vitalità imprenditoriale early-stage, con un rapporto tra imprenditorialità early-stage e la popolazione pari a 1,06 (il rapporto nelle regioni centrali è pari a 0,91 e nelle regioni meridionali e Isole è pari a 0,96). ....(segue)
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