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Ungheria

 

Ottobre 2011

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BENI DUREVOLI DI CONSUMO

I consumi privati sono ancora deboli

I problemi economici dell'Ungheria continuano ad avere ripercussioni sulle prestazioni di settore. Il mercato dei beni durevoli di consumo, compresi l'elettronica per il tempo libero, le macchine fotografiche, gli elettrodomestici e le attrezzature IT, ammontava a HUF 266 miliardi nel 2010, con una riduzione del 9,6% su base annua, secondo GfK Hungaria.

  • Le vendite di prodotti informatici sono scese di oltre il 19%, a causa della chiusura di negozi specializzati e del crollo degli ordini dal settore pubblico.
  • Le vendite dell'elettronica per il tempo libero sono scese solo del 4%, nonostante il supporto degli acquisti di televisori a schermo piatto.
  • Le vendite di grandi elettrodomestici sono scese del 4,1%, mentre quelle degli elettrodomestici più piccoli sono rimaste ferme
  • Le vendite di macchine fotografiche sono scese del 5,2%.

Le vendite online hanno costituito il 9% del fatturato per beni durevoli di consumo in Ungheria lo scorso anno.
Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica ungherese, il PIL è cresciuto dell’1,5% su base annua nel secondo trimestre del 2011 (grazie soprattutto alle esportazioni industriali), ma non c'è stata crescita rispetto al trimestre precedente, anzi, è stato registrato un modesto calo dei consumi delle famiglie dopo diversi trimestri di forte crisi. Le vendite al dettaglio dei settori non alimentari sono scese dello 0,3% a luglio 2011 e sono rimaste sostanzialmente invariate nei primi sette mesi del 2011. Le scarse prestazioni del settore edile (con la produzione in calo del 9,6% su base annua nel primo semestre del 2011) hanno portato non solo alla riduzione delle nuove costruzioni residenziali, ma anche al conseguente crollo della domanda di elettrodomestici. A peggiorare la situazione, i produttori di beni durevoli di consumo sono stati penalizzati dagli aumenti dei prezzi di carburanti ed energia.

 

Nessun segno di ripresa 

In media, i pagamenti nel settore dei beni durevoli di consumo richiedono da 30 a 60 giorni. I ritardi nei pagamenti sono aumentati, e le società si trovano a dover affrontare sempre maggiori difficoltà per rimborsare i prestiti bancari. Il recente rafforzamento del franco svizzero potrebbe avere un'importanza determinante per le aziende il cui debito è appunto in valuta svizzera. In qualsiasi caso, prevediamo un ulteriore aumento dei ritardi in materia di pagamenti, nel prossimo futuro, a causa dell'aumento dell'indebitamento e di una bassa capitalizzazione. Mentre le società spesso non riescono a vendere le proprie scorte, i requisiti imposti dalle banche in materia di prestiti sono molto severi. Anche i fallimenti sono destinati ad aumentare, a causa del basso livello di consumi privati: questo è il risultato di bassi salari ed elevato debito delle famiglie. I risparmi delle famiglie vengono utilizzati per il rimborso del debito, mentre le società rimandano gli investimenti. Questo penalizzerà notevolmente le vendite al dettaglio di materiali informatici.
Senza autentici segnali di ripresa nel settore dei beni durevoli di consumo, la nostra politica assicurativa rimane cauta in tutti i sotto-settori.

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