Stati Uniti
Agosto 2010
Crescita economica moderata nel secondo trimestre
Secondo il Bureau of Economic Analysis, il PIL è aumentato del 2,4% su base annua nel secondo trimestre del 2010. Questa riduzione della crescita rispetto alla previsione rivista del 3,7% nel primo trimestre può essere attribuita principalmente ad un deficit commerciale netto più elevato rispetto al primo trimestre, a causa dell’aumento delle importazioni e al rallentamento degli investimenti privati nelle scorte.
Tuttavia, questi fattori di rallentamento sono stati parzialmente compensati da:
- l’aumento degli investimenti residenziali
- l’aumento degli investimenti in proprietà immobiliari e strutture commerciali, che sono saliti per la prima volta dopo il secondo trimestre 2008,
- l’aumento della spesa dei governi statali e locali, e
- l’accelerazione della spesa del governo federale.
Nonostante il rallentamento, gli Stati Uniti hanno fatto registrare una crescita per quattro trimestri consecutivi.
Sebbene sia certamente positivo, il tasso di crescita finora ha avuto scarsi effetti positivi sulla disoccupazione, che si aggira correntemente attorno al 9,5% - con previsioni di un probabile aumento al 9,6%.
Il morale dei consumatori, che ha raggiunto il punto più basso dal novembre scorso, è ancora influenzato dalle preoccupazioni per questo elevato tasso di disoccupazione.
Con il continuo aumento delle dichiarazioni di fallimento private e le preoccupazioni per il debito al consumo (si stima che nel 2010 potrebbero essere presentate 1,6 milioni di istanze di fallimento di privati, rispetto agli 1,4 milioni del 2009), la spesa al consumo è aumentata solo di poco: dell’1,6% nel secondo trimestre del 2010, rispetto ad una previsione rivista dell’1,9% nel primo trimestre.
Per sintetizzare la ripresa continua, ma debolmente, e la fiducia dei consumatori è ancora molto fragile.
Prevediamo un certo rilassamento nell’atteggiamento dei consumatori nel terzo trimestre del 2010, grazie alla riapertura delle scuole, che generalmente stimola la spesa dei consumatori. Inoltre, dopo due anni di recessione, esiste ancora una certa percentuale di domanda al consumo repressa.
Realisticamente, riteniamo che l’effetto della riapertura delle scuole e della prossima stagione natalizia fornirà uno stimolo alla spesa per i consumatori, che dovrebbe fornire un contributo positivo al PIL nel terzo trimestre e nel quarto trimestre. Tuttavia, un miglioramento duraturo del tasso di disoccupazione, la riduzione delle preoccupazioni per l’onere debitizio individuale e la ripresa nel mercato dell’edilizia residenziale sono essenziali per ottenere un aumento prolungato della fiducia dei consumatori e della spesa.
Calo dei fallimenti societari, che però rimangono numerosi
Secondo l’Automated Access to Court Electronics Records (AACER), alla fine di maggio c’erano state quasi 666.000 istanze di fallimento (personali e aziendali) quest’anno, con un aumento del 15% rispetto al 2009. Questa cifra comprende circa 623.000 istanze private. 37.000 istanze aziendali e circa 6.000 istanze di ristrutturazione ai sensi del Chapter 11. Il 16% delle istanze è stato presentato in California, il 7% in Florida e il 6% in Michigan. Su base pro capite, il Nevada ha il numero maggiore di istanze, seguito da Georgia e Tennessee.
In confronto alle istanze di fallimento aziendali, le garanzie detenute dalle banche riguardo a molte piccole imprese sono al di sotto della norma. Una preoccupazione, man mano che la ripresa economica prosegue, è che, con la ripresa di valore dei beni a garanzia, le banche avranno più fretta di ripulire i bilanci, esercitando inevitabilmente pressioni sui debitori inadempienti per ristrutturare o liquidare il debito. Questo e un fattore di rischio che sarà presente per l’immediato futuro.
Tuttavia, il recente miglioramento della crescita economica e le attuali aspettative di proseguimento della ripresa (a giugno 2010 Consensus Economics prevedeva una crescita del PIL del 3,3% per tutto il 2010) suggeriscono un lieve miglioramento nel settore dei fallimenti societari per l’anno prossimo. In termini annualizzato, il numero dei fallimenti societari si è stabilizzato su un picco decennale di 60.000, mentre il ritmo di crescita sta calando ormai da tre trimestri; questo suggerisce che nei prossimi mesi il numero dei fallimenti societari inizierà a scendere. Stimiamo che, dopo l’aumento del 41,2% del 2009, i fallimenti societari diminuiranno del 5%, su base annua, in tutto il 2010.
