Spagna
Marzo 2013
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BENI DUREVOLI DI CONSUMO/RETAIL NON ALIMENTARE
Settore ancora in sofferenza per il cambio di abitudini dei consumatori
Le difficoltà economiche della Spagna hanno ovviamente avuto un impatto sul settore del retail che, dopo mesi di sofferenza, a dicembre ha registrato un ulteriore calo del 10,2% rispetto all'anno precedente.
L'introduzione di nuove misure fiscali, soprattutto per quanto riguarda i beni durevoli di consumo, ha accelerato il calo dei consumi privati: come previsto, l'aumento dell'IVA introdotto a settembre 2012 si è tradotto in una forte contrazione della spesa da parte delle famiglie.
Nel 2012, la domanda di beni durevoli di consumo ha registrato il calo maggiore dall'inizio della crisi economica spagnola. Le difficoltà del mercato del lavoro hanno portato a una contrazione del reddito disponibile da parte dei consumatori che, alla luce del forte clima di incertezza, rinviano gli acquisti. Le pressioni sulla liquidità hanno inoltre incoraggiato il risparmio, a discapito dei consumi. Di conseguenza, vi è stata una diminuzione generale della spesa reale delle famiglie, con un impatto diretto sui beni durevoli. I consumatori stanno cambiando le proprie abitudini e preferenze, dando oggi la priorità a generi alimentari, salute e istruzione, a discapito della spesa per beni durevoli di consumo.
Il fattore "credito" ha inoltre svolto un ruolo fondamentale nell'indirizzare gli acquisti di beni durevoli: la riorganizzazione del sistema finanziario spagnolo e la bassa domanda interna hanno avuto entrambi un effetto sul finanziamento al consumo, che ha continuato a contrarsi nella seconda metà del 2012, seppure a un ritmo più lento rispetto alla prima metà dell'anno. Questo ha portato a un calo nel rapporto tra credito al consumo e PIL: 6,0% nel mese di settembre, tre punti percentuali al di sotto della media europea. L'aumento dei tassi di interesse dovuto al cambio di politica commerciale degli istituti finanziari ha contribuito a ridurre il credito al consumo, che risente comunque di una contrazione generale della domanda.
In sostanza, difficoltà di accesso al credito, reddito più instabile, scarsa liquidità e rinvio degli acquisti a causa dell'incertezza economica generale, sono tutti fattori che spiegano il calo di vendite del settore dei beni durevoli di consumo a partire dal 2007.
Arredamento
Dopo il decremento registrato nei primi sei mesi dell'anno, nella seconda metà del 2012 il fatturato del settore ha registrato una crescita, grazie soprattutto alle buone vendite effettuate prima dell'aumento dell'IVA nonché alla soddisfacente domanda estera.
Elettrodomestici
La persistente crisi del settore immobiliare ha continuato ad avere un effetto negativo sugli acquisti di elettrodomestici. Inoltre, i rivenditori più piccoli e indipendenti devono confrontarsi con la forte concorrenza da parte delle aziende più grandi, con un'ulteriore pressione sui margini di profitto.
Elettronica di consumo
Dopo la ripresa registrata a luglio e agosto del 2012, nei mesi di settembre e ottobre le vendite hanno ricominciato a scendere, anche se il ricarico dell'IVA sui prezzi finali è stato virtualmente pari a zero.
Le previsioni a breve-medio termine indicano un calo sostanziale dei consumi privati che, secondo i dati della FUNCAS, dovrebbero scendere di un ulteriore 2,3% nel 2013: si tratta di un fattore che, insieme al basso livello di fiducia dei consumatori, avrà inevitabilmente un impatto sul settore dei beni durevoli di consumo. Il peggioramento del mercato del lavoro comporterà un calo del reddito lordo disponibile per le famiglie che si tradurrà in una diminuzione del credito al consumo anche nei prossimi mesi.
I pagamenti nel settore dei beni durevoli di consumo richiedono in media 60-90 giorni. L'acuirsi della crisi economica ha iniziato a far sentire i suoi effetti sul comportamento dei beni durevoli di consumo in materia di pagamenti e prevediamo che questa tendenza si protrarrà anche nei prossimi mesi. Abbiamo inoltre notato un aumento significativo di richieste di risarcimento a carico del settore negli ultimi sei mesi, in particolare per quanto riguarda il sotto-settore dell'arredamento e dei piccoli elettrodomestici.
La prudenza è d’obbligo
Sin dall'inizio della crisi economica spagnola, il nostro approccio assicurativo nei confronti di tutti i sotto-settori del retail non alimentare e dei beni durevoli di consumo è stato, e si manterrà, prudente. Abbiamo recentemente analizzato un gran numero di aziende del settore, prendendo in esame alcuni specifici indicatori di rischio, aggiornando le informazioni in nostro possesso e adeguando di conseguenza la nostra strategia assicurativa.
In un periodo di recessione economica e di bassa domanda da parte dei consumatori, le imprese che non hanno un'efficiente gestione di magazzino potrebbero trovarsi ad avere problemi di cassa. Il mercato degli elettrodomestici rappresenta il sotto-settore più sensibile, in quanto conta generalmente piccoli rivenditori indipendenti la cui struttura finanziaria è più vulnerabile a un periodo di recessione economica.
I nostri sottoscrittori analizzano i dati finanziari più recenti delle imprese considerate particolarmente a rischio, integrando le loro analisi con incontri regolari. Manteniamo uno stretto contatto con gli acquirenti, con i quali abbiamo costruito buoni rapporti nel corso degli ultimi anni, così da renderli più disponibili a condividere con noi i dati più recenti: si tratta di un aspetto fondamentale in fase di sottoscrizione, che ci permette di concedere un livello soddisfacente di copertura anche nelle circostanze attuali.
In linea generale, poniamo particolare enfasi sull'analisi dei bilanci annuali, subito dopo la pubblicazione. Nel caso di richieste di copertura di notevole entità, richiediamo dati finanziari più dettagliati, quali report preliminari e i più recenti dati di bilancio; prestiamo inoltre particolare attenzione a quegli acquirenti che sembrano iniziare ad avere difficoltà finanziarie. Focalizziamo l'attenzione su cash flow, situazione finanziaria netta e termini di pagamento, in particolare per le imprese più piccole o di nuova costituzione. Cerchiamo di anticipare i rischi attraverso la raccolta di dati finanziari sulle imprese più deboli (soprattutto quelle esposte alla contrazione del mercato e con difficili condizioni economiche).
Avevamo sostanzialmente previsto le difficoltà che il settore avrebbe affrontato nel 2012 e nel corso dell'anno abbiamo fatto visita a molti acquirenti, così da poter fare una valutazione dei rischi, utile per noi e per i nostri clienti. Continueremo su questa strada anche nel 2013, prestando particolare attenzione a quei fattori che potrebbero comportare difficoltà future, quali forte livello di indebitamento, performance inferiore alle aspettative e erosione dei margini di profitto.
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