Spagna
Agosto 2011
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TESSILE / ABBIGLIAMENTO
- La ripresa passa dalle esportazioni
Il settore tessile e dell’abbigliamento spagnolo comprende 5.000 società, con un totale di 150.000 dipendenti. Il valore della produzione è valutato in € 8.800 milioni annui e, nel 2010, il settore produceva il 3,3% della produzione industriale totale e il 5,9% di tutte le merci esportate.
Anche prima della crisi economica globale, il settore tessile/abbigliamento spagnolo, si era trovato a dover affrontare l’aumento della concorrenza della Cina e di altri produttori a basso costo, con una conseguente contrazione della produzione e della forza lavoro. Dal 2010, tuttavia, il settore ha cominciato ad evidenziare segni di ripresa, con una lieve inversione di tendenza per quanto riguarda la produzione, che è aumentata del 5% su base annua nel primo trimestre del 2011.
Le esportazioni sono state il motore di questa ripresa, con l’85% della produzione nazionale destinato alle vendite all’estero. Due terzi delle esportazioni spagnole di tessuti/abbigliamento sono diretti verso l’UE, mentre le esportazioni verso Asia e USA fanno registrare il tasso di crescita più elevato. Tra gennaio e aprile di quest’anno, le esportazioni sono aumentate del 15,9% su base annua, raggiungendo € 3.134,7 milioni, mentre le importazioni sono aumentate del 15,7%, attestandosi a € 4.643,8 milioni.
Tuttavia, nonostante questa recente inversione di tendenza, la situazione finanziaria generale del settore non è migliorata, poiché le pressioni sui prezzi al dettaglio continuano e il costo delle fibre è aumentato considerevolmente. Le tensioni nel mercato delle fibre tessili hanno già causato numerosi problemi di approvvigionamento. Ci sono problemi anche per le forniture di cotone, i cui prezzi hanno raggiunto livelli mai visti negli ultimi 15 anni, in conseguenza delle riduzioni delle scorte, del calo delle forniture dal Pakistan e dell’aumento dei dazi all’esportazione in alcuni paesi.
- Le prestazioni generali migliorano, ma con un leggero aumento dei fallimenti
In media, i pagamenti nel settore tessile spagnolo richiedono 60 giorni. Abbiamo notato un leggero aumento dei ritardi nei pagamenti a marzo e aprile di quest’anno, ma l’andamento è migliorato dopo giugno e non prevediamo nuovi peggioramenti nei prossimi mesi.
In media (rispetto ad altri settori dell’economia spagnola), la percentuale di default/fallimenti è buona, e il numero di richieste di risarcimenti assicurativi che abbiamo ricevuto è rimasto stabile in tutti i sotto-settori negli ultimi mesi.
Tuttavia, prevediamo un lieve aumento dei fallimenti nell’immediato futuro, quando l’aumento dei prezzi delle materie prime comincerà ad erodere i profitti societari, mentre l’accesso ai finanziamenti bancari rimarrà ancora, in linea generale, limitato. Nonostante ciò, complessivamente le prestazioni nel settore tessile dovrebbero migliorare rispetto allo scorso anno, grazie all’impulso fornito dalle esportazioni, mentre la ripresa della domanda interna potrebbe iniziare addirittura ad agosto o a settembre di quest’anno.
COSTRUZIONI
- Il settore ha problemi, ma è comunque una delle colonne portanti dell'economia
Nonostante la disastrosa crisi degli ultimi anni, il settore edile rimane di importanza primaria per l'economia spagnola, in termini tanto di investimenti totali (formazione del capitale fisso lordo), quanto di valore aggiunto lordo ( cioè, produzione netta). Nonostante il declino delle attività costruttive, il settore continua ad impiegare l'8,9% della forza lavoro complessiva.
Tuttavia, nel primo trimestre del 2011 il contributo del settore edile all'economia, in termini di investimenti e di produzione netta, è stato ancora una volta negativo. Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica spagnolo, nel primo trimestre del 2011 il PIL del paese è cresciuto dello 0,8% su base annua e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, grazie soprattutto all'aumento della domanda esterna.
La formazione del capitale fisso lordo del settore è scesa del 10,2% su base annua, con un rallentamento della crescita negativa registrata nei trimestri precedenti (-10,6% nel quarto trimestre e -11,2% nel terzo trimestre del 2010). Anche la contrazione della produzione netta del settore è stata meno pronunciata nel primo trimestre: -5,4%, rispetto a -5,8% nel quarto trimestre e -6,6% nel terzo trimestre del 2010.
Nel 2010, la produzione è diminuita del 10,8% su base annua, attestandosi a € 1,64 miliardi, e tutti i sotto-settori sono stati colpiti da questo continuo declino:
Edilizia residenziale: -16,5%
Edilizia non residenziale: -4,5%
Manutenzione e restauri: - 4%
Ingegneria civile: -13,5%
Nel sotto-settore dei materiali da costruzione, l'indicatore migliore è il consumo di cemento, che ha fatto registrare un declino cumulativo del 50% dopo il secondo trimestre del 2007 (cfr. grafico successivo). Nel primo trimestre del 2011 il consumo di cemento è sceso del 4,1% e, per tutto il 2011, si prevede un declino dell'11%.
In media, i pagamenti nel settore edile richiedono 185 giorni, e stiamo registrando un deterioramento della condotta in materia già dal 2008. Tuttavia, prevediamo un appiattimento della curva nei prossimi mesi. I fallimenti societari nel settore edile sono scesi dell'1% nel secondo trimestre del 2011, rispetto al trimestre precedente, per un totale di 408 casi, e non prevediamo aumenti a breve termine.
Tuttavia, il sotto-settore che fornisce parti prefabbricate per l'edilizia è attualmente significativamente penalizzato da una contrazione delle vendite, dalla mancanza di liquidità e dalla riduzione dei margini di profitto.
Nonostante ciò, molte imprese edili stanno cercando di adattarsi alle condizioni di mercato avverse operando sulla struttura dei costi. Stanno quindi cercando di ridurre la propria dipendenza dal mercato spagnolo, diversificando l'attività ed espandendosi nei servizi (allontanandosi dunque dalle tradizionali attività di costruzione) e stanno cercando lavori all'estero, per compensare la stagnazione del mercato nazionale.
Nel 2011 prevediamo una riduzione dei fallimenti societari spagnoli nel settore del 15% su base annua, dopo l'aumento del 5% nel 2010 e del 50% nel 2009. A giugno 2010, il Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate in Spagna è aumentato di 3 punti base rispetto ai mesi precedenti, raggiungendo i 38 punti base, attestandosi però a 37 punti in meno rispetto al valore di picco toccato a novembre 2010. L'EDF italiano ha raggiunto il livello più basso in oltre due anni. Pur evidenziando una certa volatilità negli ultimi mesi, l'EDF spagnolo è più basso di quelli di altri paesi dell'Europa Meridionale.
- Forte calo dell'attività per l'ingegneria civile, a causa della riduzione della spesa per le infrastrutture
Anche se sembra che il peggio sia passato per il settore edile e i settori correlati, la produzione ha continuato a diminuire nel 2011 nella maggior parte dei sotto-settori. Si prevede una riduzione della produzione del settore dell'edilizia residenziale tra il 4% e il 7% nel 2011, su base annua. L'attività in questo sotto-settore subirà un'ulteriore contrazione, a causa dell'enorme eccesso di offerta di abitazioni, mentre la domanda viene mantenuta bassa dalle condizioni più restrittive e più onerose imposte dalle banche ai privati.
La produzione nel settore dell'edilizia non residenziale potrebbe variare da -3% a +1%, a seconda della quantità di investimenti pubblici e della disponibilità delle società ad investire in nuovi siti commerciali e produttivi. I restauri e la manutenzione avranno un andamento oscillante tra -3% e +1%, anche qui a seconda del livello di stimoli fiscali e di investimenti offerti a sostegno di questo comparto.
La produzione dell'ingegneria civile diminuirà considerevolmente, facendo registrare risultati tra -19% e -22%, in quanto direttamente penalizzata dalle misure drastiche di austerità che la Spagna deve adottare. Questo sotto-settore è stato protetto dalla crisi fino al 2009, grazie ai pacchetti di incentivi varati dal governo a sostegno dell'ingegneria civile, per contrastare la riduzione delle attività in altri sotto-settori. Tuttavia, l'inversione di rotta nella politica economica spagnola del 2010, intrapresa per ridurre il deficit fiscale al 3% entro il 2013 (-6% nel 2011), non lascia spazio per altre spese infrastrutturali.
Nel primo trimestre del 2011, gli investimenti nell'edilizia non residenziale (-10,9%) sono calati in misura maggiore di quelli del comparto residenziale (-8,9%), a causa del radicale declino dei progetti per le infrastrutture.
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