Repubblica Ceca
Maggio 2010
Il morale generale e dell’economia migliora …
La situazione e le prospettive economiche sono notevolmente migliorate rispetto alla nostra ultima analisi Market Monitor della Repubblica Ceca, pubblicata a ottobre 2009. Secondo l’Ufficio di Statistica ceco, la fiducia nell’economia nazionale è ulteriormente aumentata ad aprile 2010, di 3,4 punti, attestandosi oggi 14 punti al di sopra del livello più basso, toccato ad aprile 2009.Nel settore economico, è aumentata la fiducia nei comparti manifatturiero, commerciale e dei servizi. A febbraio 2010 la produzione industriale è aumentata del 7%, su base annua (soprattutto per quel che riguarda veicoli, metalli e plastica), mentre il valore dei nuovi ordini è aumentato del 7,8% (soprattutto per quanto riguarda veicoli, computer ed elettronica).
Nonostante l’aumento della disoccupazione (che ha fatto registrare un 9,7% a marzo 2010), la fiducia dei consumatori ha registrato un nuovo aumento di 5,2 punti ad aprile 2010, poiché ci si aspetta un miglioramento della situazione economica nei prossimi 12 mesi senza ulteriore aumento del tasso di disoccupazione. Di conseguenza, i consumi privati dovrebbero riprendere nei prossimi mesi.
...ma i problemi del settore edile rimangono.
Tuttavia, il settore edile rimane l’anello debole dell’economia. A febbraio 2010, la produzione edile è diminuita del 23,6%, su base annua, principalmente a causa delle condizioni meteorologiche avverse dello scorso inverno e del crollo degli ordini di nuove costruzioni. La costruzione di edifici è scesa del 29,5%, mentre l’ingegneria civile ha avuto prestazioni migliori, con una diminuzione solo del 5,5%. Non è sorprendente quindi che la fiducia commerciale nel settore edile sia rimasta bassa ad aprile, rispetto ad altri settori. I fallimenti nel settore edile sono aumentati oltre la media lo scorso anno.
La condotta in materia di pagamenti si è deteriorata durante la crisi economica, specialmente in questo settore e in quelli dei trasporti e tessile, e non prevediamo grandi miglioramenti nei prossimi 6 mesi. Secondo Creditreform, i fallimenti societari sono aumentati di nuovo a febbraio 2010 (+ 15% su base annua, per un totale di 424 casi), soprattutto nel commercio (quota del 32%) e nel settore edile (15%). La situazione probabilmente non migliorerà per tutto il 2010, che farà registrare ulteriori aumenti dei fallimenti sia commerciali sia personali, delle famiglie.
Come anche altrove, molte società ceche sono penalizzate dalla carenza di finanziamenti bancari per i nuovi ordini, dato che le banche continuano ad operare in modo estremamente cauto. Solo alcune società, di grande successo, sono in grado di ottenere condizioni analoghe a quelle di “prima della crisi”, mentre quelle più piccole e quelle di nuova costituzione, in particolare, hanno ancora problemi. Da un punto di vista di settore, le società tessili, di trasporti, edili, automobilistiche, di macchinari, arredamento e chimiche hanno le maggiori difficoltà a reperire finanziamenti. Nonostante ciò, le banche in generale considerano la capacità di credito delle singole società, e scelgono di sostenere quelle con sufficiente capitalizzazione e quelle i cui impegni sono tali che una rapida riduzione del credito porterebbe a perdite per le banche.
L’economia del paese, fortemente orientata alle esportazioni, trarrà ulteriori benefici dalla ripresa di alcuni dei principali partner commerciali (soprattutto nei settori dei macchinari, dell’ingegneria e quelli collegati all’auto). A febbraio 2010 le esportazioni sono aumentate dell’11%, su base annua. Contemporaneamente, si prevede una ripresa della domanda interna. Dopo la contrazione del 4,1% del PIL lo scorso anno, le attuali previsioni per la crescita della produzione quest’anno vanno dall’1,7% al 2,4%. Nel 2010/11 si prevede un aumento dell’inflazione, a causa della ripresa della domanda interna (che restituirà il potere di fissare i prezzi ai produttori) e di una maggiore crescita dei salari nominali. Tuttavia, si prevede che la percentuale si attesterà probabilmente attorno al tasso ufficiale del 2%.
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