Regno Unito
Ottobre 2010
Scarica il Market Monitor Completo
La crescita accelera, nonostante esportazioni deludenti
Il PIL britannico è aumentato dell’1,2% nel secondo trimestre del 2010, dopo un aumento dello 0,3% nel primo trimestre. Il livello di crescita è risultato sorprendente per molti e ha evidenziato prestazioni migliori del previsto sia nel settore edile sia in quello dei servizi (finanza).
Ci sono opinioni contrastanti per quanto riguarda le prestazioni per il resto dell'anno, ma la maggior parte degli analisti ritiene che probabilmente vi sarà una crescita di circa 1,5% per l'intero periodo di 12 mesi - e, di conseguenza, una curva piatta per il resto dell'anno.
Il deficit commerciale della Gran Bretagna è aumentato ancora a luglio, raggiungendo i 4,9 miliardi di sterline, rispetto al deficit di £ 3,9 miliardi registrato a giugno. Il dato è deludente, in quanto sottolinea ancora una volta che la crescita non deriva da un aumento delle esportazioni, cosa peraltro in sé sorprendente, considerata la perdurante debolezza della sterlina rispetto alle altre valute principali.
Ci sono segnali che molte aziende abbiano mantenuto i prezzi e aumentato i margini, ma non hanno aumentato il volume d’affari per approfittare del tasso di cambio favorevole. Per fortuna, alcuni indicatori precoci suggeriscono che le esportazioni sono effettivamente aumentate ad agosto, in conseguenza dell'aumento mondiale della domanda, dovuto ad una combinazione di crescita rapida nei mercati emergenti e leggero miglioramento nell'area euro.
Secondo l'attuale Barometro di Atradius sui comportamenti di Pagamento, le aziende britanniche erano ancora a rischio di tardati pagamenti lungo tutta la filiera, indipendentemente dalle dimensioni. Circa la metà delle società britanniche interpellate ha dichiarato di aver avuto ritardi, richieste di estensione delle scadenze e degli importi del credito, il che indica un potenziale rischio per i pagamenti.
Le cifre più recenti relative ai fallimenti dimostrano che ci sono state 4.080 tra liquidazioni coatte e volontarie in Inghilterra e Galles nel secondo trimestre del 2010: un aumento dello 0,5% rispetto al primo trimestre e una riduzione del 19,1% rispetto alle cifre del 2009. Rispetto alle recessioni passate, questa è una sorpresa in quanto, generalmente, i fallimenti continuano ad aumentare da diversi mesi, anche dopo che l'economia ha ripreso a crescere.
È altamente probabile che il programma "time to pay" promosso dall'HM Revenue and Customs (che consente ai clienti che possono operare ma non riescono a pagare entro la scadenza di rateizzare i pagamenti per un periodo più lungo) continui a migliorare artificialmente le cifre relative ai fallimenti, ma questo potrà essere verificato solo con il tempo, man mano che alcune società si sforzeranno di far fronte ai pagamenti differiti. Sappiamo inoltre che l'HMRC ha adottato un atteggiamento molto meno indulgente verso le nuove attività che stanno cercando di approfittare ora di questa possibilità.
Nonostante ciò, prevediamo una riduzione dei fallimenti societari del 10% su base annua quest'anno, e di un ulteriore 5% nel 2011 .
I prestiti alle rimprese rimangono un problema
La disponibilità di finanziamenti bancari per le imprese britanniche continua ad essere il vero problema, soprattutto per le PMI che tentano di uscire dal ciclo e di ricominciare a crescere. Le cifre di giugno evidenziano una contrazione mensile netta di £ 3,5 miliardi, dopo la contrazione di £ 3,3 miliardi dei due mesi precedenti. Le prime indicazioni mostrano che le cifre di luglio sono state anch'esse deboli e che con tutta probabilità non forniscono indicazioni che le istituzioni finanziarie stiamo prendendo in considerazione un approccio più indulgente. Sebbene alcune banche estere stiano ora rivolgendo l'attenzione al di fuori dei mercati nazionali, pare che si stiano indirizzando verso i paesi emergenti, per far crescere il portafoglio, piuttosto che riaprire la porta nei mercati tradizionali come la Gran Bretagna.
Nell'ultima relazione sulla Gran Bretagna dei Market Monitor, era stata fatta menzione della decisione del nuovo governo di coalizione di adottare misure immediate nel tentativo di ridurre il deficit con un budget di emergenza. Non ci sono dubbi che i tagli alla spesa pubblica abbiano già iniziato ad avere effetti negativi, soprattutto sulle industrie che si affidano pesantemente agli appalti del settore pubblico, come il settore edile e IT. Per dare un'idea delle dimensioni dei tagli operati, mentre la spesa pubblica totale nel 2008 e 2009 è stata di £ 620 miliardi, il nuovo governo ha chiesto a tutti i ministeri di elaborare dei business plan che prevedano tagli del 40%, anche se è probabile che questi saranno poi ridotti al 25%.
Anche se ci sono alcuni segnali di miglioramento dell'economia in Gran Bretagna la sfida più grande sarà quella di trovare il giusto equilibrio per poter ridurre il debito nazionale senza penalizzare la crescita. Il governo di coalizione ha intrapreso azioni forti e decise, ma solo il tempo potrà dirci se sia stato fatto troppo e troppo presto. Nel frattempo, continuiamo ad adottare un approccio ottimista, se pur cauto. In generale il FMI ha recentemente previsto una crescita