Paesi Bassi
Novembre 2010
Dopo la crescita delle esportazioni, anche la spesa al consumo riparte
Come già segnalato nella nostra ultima analisi dei Paesi Bassi, ad agosto, le esportazioni continuano ad essere il motore della crescita olandese, e stanno inoltre emergendo segnali di ripresa della spesa al consumo e degli investimenti. Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica olandese (CBS), il valore delle esportazioni è aumentato del 19% su base annua tra gennaio e agosto, raggiungendo quota € 238 miliardi, con una media mensile di quasi € 30 milioni. Si prevede che nel 2010 le esportazioni toccheranno un picco secondo solo al valore record registrato nel 2008.
Le materie prime e i derivati del petrolio, la plastica, i macchinari, i trasporti, i prodotti chimici i metalli e i semiconduttori sono i principali beneficiari dell'aumento della domanda esterna. La produzione industriale è aumentata del 7% su base annua a luglio e agosto, anche se è ancora al di sotto dei livelli del 2008.
Tuttavia, l'industria dei trasporti ha fatto registrare risultati eccezionali, con un aumento della produzione del 38% ad agosto. Non sorprende, dunque, che i costruttori di camion abbiano annunciato un ulteriore aumento della produzione e del numero delle risorse. Le industrie dei macchinari e dei metalli vili/prodotti metallici hanno fatto registrare anch'esse un'elevata crescita della produzione, pari al 24% e all'11%, rispettivamente.
La fiducia dei produttori è stata un fattore positivo per molti mesi, mentre la fiducia dei consumatori ha tardato un po' ad affermarsi, data l'incertezza sulle prospettive economiche future. Tuttavia, il fatto che la fiducia dei consumatori stia ora crescendo, facendo attestare il relativo indice al livello più alto dopo gennaio, fa migliorare di conseguenza anche la propensione alla spesa dei consumatori.
Man mano che la fiducia dei consumatori aumenta (anche se timidamente), l'effetto sulla spesa e sui consumi comincia a farsi sentire. Secondo la CBS, i consumi delle famiglie sono aumentati dell'1,6%, su base annua, ad agosto: il sesto mese consecutivo di crescita su base annua. L'industria retail ha fatto registrare una crescita record del fatturato pari al 2% ad agosto, con un 3% nei settori non alimentari, come quelli dell'elettronica e dell'abbigliamento. La disoccupazione è scesa al 5,1% a settembre, rispetto al picco del 6,1% raggiunto lo scorso febbraio, e il numero di lavoratori occupati è ora leggermente superiore a quello del settembre 2009.
I risparmi delle famiglie hanno continuato ad aumentare nella prima metà del 2010, di circa € 19 miliardi, per un totale di € 350 miliardi (rispetto agli € 333 miliardi della fine del 2009 e agli € 315 miliardi alla fine del 2008). Anche il valore di altri beni, quali azioni, Fondi Pensione e Assicurazioni sulla Vita è aumentato. Ciò suggerisce che vi siano fondi disponibili sufficienti per un aumento della spesa al consumo.
Ad ottobre è stato eletto un nuovo governo di minoranza guidato dal primo ministro Mark Rutte, dopo che l'amministrazione precedente, a febbraio, non era stata in grado di ottenere un voto di fiducia. Le voci relative al risparmio pubblico che circolavano nel periodo di transizione hanno avuto un impatto negativo sulla fiducia e sulla spesa dei consumatori.
La nuova amministrazione ha ora annunciato un programma di austerità che mira a ridurre il deficit di bilancio di € 8 miliardi entro il 2015 (per il 2011 si prevedono un deficit di bilancio pari al 4% del PIL e un debito pubblico pari al 66% del PIL). Il pacchetto comprende un notevole aumento dei premi assicurativi per le polizze sanitarie, una riduzione del numero degli impiegati della pubblica amministrazione e un taglio ai sussidi per i figli.
L'efficacia di tali misure sarà tutta da vedere, e il programma comunque deve ancora essere approvato dal parlamento. Tutto questo avrà sicuramente ripercussioni sui redditi delle famiglie, ma forse non influirà direttamente su tutti i settori commerciali. Ci sarà un certo impatto sulla crescita del PIL: il FMI prevede una crescita dell'1,7% nel 2011, dopo l'1,8% di quest'anno. Tuttavia, gli investimenti dovrebbero ricominciare ad aumentare il prossimo anno, e contribuire positivamente alla crescita della produzione.
Fallimenti in costante diminuzione nel 2010
I fallimenti societari sono scesi del 9,6% su base annua nei primi nove mesi del 2010, il che porterebbe la riduzione generale dei fallimenti a superare il 10% quest'anno.
Tuttavia, il numero dei fallimenti è ancora molto sopra la media annuale, solitamente pari a 5.000 o 6.000 casi, che si registrava prima della crisi. A luglio e agosto 2010 il commercio e l'industria hanno fatto registrare riduzioni su base annua pari al 16% e al 18%, rispettivamente, e i settori dei servizi finanziari e dei servizi hanno ridotto i numeri addirittura del 27%. Il settore edile ha fatto registrare un incremento su base annua dei fallimenti pari al 29% tra gennaio e agosto 2010.
La situazione sembra dover rimanere difficile, con previsioni di una contrazione del settore pari quasi all'8% nel 2010 e all'1% nel 2011, man mano che si avviano alla conclusione i progetti infrastrutturali lanciati dal precedente governo tramite i pacchetti di stimolo. Un segnale positivo per il settore delle costruzioni arriva dalla decisione del nuovo governo di mantenere la deducibilità fiscale delle ipoteche, che potrebbe stimolare un aumento delle vendite di case esistenti. Tuttavia, non si verificheranno aumenti nella costruzione di unità abitative prima del 2012 o addirittura del 2013.