Paesi Bassi
Agosto 2010
L’economia olandese in ripresa grazie all’accelerazione delle esportazioni
La tendenza al rapido aumento delle esportazioni è iniziata lo scorso anno ed ha continuato ad accelerare anche dopo la nostra relazione di maggio sui Paesi Bassi. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica olandese (CBS), il valore delle esportazioni è salito del 17% su base annua nei primi cinque mesi dell’anno, e le cifre di maggio evidenziano una crescita dei volumi pari al 17% e del valore pari al 25%. a 30 miliardi di euro. Di conseguenza, le esportazioni olandesi sono quasi tornate ai livelli pre-recessione. Questo picco delle esportazioni è stato facilitato considerevolmente dalla debolezza dell’euro nei confronti del dollaro americano e dalle straordinarie prestazioni della Germania, il partner commerciale principale dell’olanda (25% delle esportazioni). Tuttavia, gli investimenti sono ancora relativamente ridotti e i consumi crescono molto lentamente.
I settori come quelli delle materie prime e dei derivati del petrolio, della plastica, dei macchinari, dei trasporti, chimico, metallurgico e l’industria dei semiconduttori sono ancora i principali beneficiari dell’aumento della domanda esterna. Di conseguenza, la produzione industriale sta accelerando: secondo il CBS, la produzione manifatturiera è aumentata del 10% ad aprile e del 7% a maggio (su base annua). Sebbene siano stati registrati risultati eccezionali a maggio per l’industria dei trasporti (aumento del 31%) e dei metalli di base e dei prodotti metallici (aumento del 27%), il settore alimentare ha ottenuto solo un aumento del 2%. Nonostante ciò, l’indice di fiducia dei produttori è sceso a -2,4 a luglio (rispetto al -0,7 di giugno), perché i produttori sono meno ottimisti, riguardo alle prospettive della produzione nei prossimi tre mesi.
Mentre le esportazioni stanno spingendo la crescita economica, i deboli consumi privati si stanno riprendendo gradualmente dopo 13 mesi di contrazione, con addirittura una piccola crescita dell’1,2% a maggio. Anche i dati della disoccupazione migliorano: si registra una discesa dal 6,1% di febbraio al 5,6% di giugno.
Per tutta la durata della crisi creditizia, i risparmi dei nuclei familiari sono aumentati, e hanno continuato a farlo anche nei primi cinque mesi del 2010: sono aumentati, infatti, di circa 10 miliardi di euro, attestandosi a 294 miliardi di euro complessivi, rispetto ai 266 miliardi della fine del 2008 e ai 246 miliardi di euro della fine del 2007. Da questo schema si può dedurre che, non appena la fiducia dei consumatori sarà ristabilita, e la spesa di stato sarà di nuovo sotto controllo, la spesa dei consumatori riprenderà, contribuendo alla crescita economica.
L’altro lato della medaglia del risparmio delle famiglie è il debito che per i cittadini olandesi è principalmente rappresentato dal mutuo ipotecario per la prima casa o da un prestito correlato al plusvalore dell'abitazione, per il quale l’abitazione funge da garanzia. Sebbene il livello di crescita dei mutui ipotecari sia vicino allo zero, il valore di questi prestiti continua ad aumentare, ed ha raggiunto un picco di 610 miliardi di euro alla fine del primo trimestre del 2010 – con un incremento di 35 miliardi rispetti al primo trimestre del 2009 e di 56 miliardi di euro rispetto al primo trimestre del 2008.
Secondo la Banca Centrale olandese (DNB), i prestiti commerciali delle principali banche olandesi hanno continuato a crescere mese dopo mese nel 2010, dopo un declino a novembre e dicembre 2009. L’importo totale impagato ha raggiunto un nuovo record di 338,3 miliardi di euro a maggio 2010.
Percentuali decrescenti di fallimenti nel 2010
Dopo un aumento eccezionalmente elevato dei fallimenti societari nel 2009 (73,5%) e un lieve aumento anche nel primo trimestre del 2010, le cifre sono scese nel secondo trimestre (cfr. grafico successivo). Nei primi sei mesi dell’anno i fallimenti nel settore edile sono aumentati del 28% su base annua, mentre i settori industriale e commerciale hanno fatto registrare riduzioni del 24% e 10% rispettivamente. Questo sviluppo suggerisce che possiamo prevedere per quest’anno una riduzione del 5%, su base annua, per un totale di circa 7.500 casi. Tuttavia, nel breve periodo, prevediamo che il numero dei fallimenti rimarrà attestato sugli attuali elevati livelli.