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Nuova Zelanda

 

Settembre 2011

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COSTRUZIONI

La ripresa è in stallo dalla metà del 2010 

 

L'economia neozelandese è entrata in recessione nel 2008, a causa degli effetti della siccità combinati con gli alti prezzi di carburanti e alimentari, con una contrazione del PIL dello 0,2%. Quando la crisi globale è peggiorata, il PIL è sceso ulteriormente nel 2009, del 2,1%. Ad un'occhiata obiettiva, tuttavia, la gravità della recessione è stata meno intensa, rispetto ad altri paesi e una combinazione di bassi tassi di interesse, incentivi fiscali e aumento delle esportazioni ha trascinato il paese fuori dalla recessione nel 2010, quando è stata registrata una modesta crescita del PIL, pari all’1,5%. Eppure, a partire dalla metà del 2010 la ripresa è in stallo, e riflette una domanda interna debole, dovuta al fatto che le famiglie preferiscono ridurre il debito, e alle conseguenze negative di due gravi terremoti ( a settembre 2010 e febbraio 2011) che hanno causato danni considerevoli - alle cose e al morale. Le prospettive economiche sono incerte - dipendono dall'ampiezza e dal calendario della ricostruzione dopo il terremoto. Il FMI ha dichiarato che, "nel breve periodo i terremoti rallenteranno l'attività, con proiezioni di una crescita del PIL reale di 1% nel 2011. Per il 2012, si prevede un aumento della crescita al 4%, grazie alla ricostruzione. I rischi, con l'incertezza della domanda, in forte crescita, di materie prime da parte delle economie asiatiche emergenti e un possibile aumento dei tassi di interesse a lungo termine, tendono al peggioramento”.

 

 

Edilizia residenziale: nel 2012 prospettive migliori 

 

Le attività dell'edilizia residenziale sono diminuite di circa il 13% nella seconda metà del 2010 e questo andamento è continuato fino all'inizio del 2011. Il declino riflette il numero relativamente basso di concessioni edilizie residenziali rilasciate nella prima metà del 2010, e il forte declino all'inizio del 2011, quando il numero delle autorizzazioni ha toccato i minimi storici. Questa situazione penalizzerà le attività edilizie fino alla fine del 2011. La riduzione delle concessioni edilizie è prevalentemente un problema di domanda, il risultato della disoccupazione, di una ridotta crescita dei salari e della generale incertezza economica. È improbabile che l'immigrazione possa stimolare la domanda di alloggi nel breve periodo, poiché il numero di persone che ha lasciato il paese all'inizio del 2011 superava il numero degli arrivi.
Le prospettive di ripresa per il 2012 in questo settore sono migliori, grazie alla ricostruzione post-terremoto, ai bassi tassi di interesse e alle crescenti evidenze di una rivitalizzazione della domanda, come si evince dall'aumento delle vendite di alloggi.

 

L'edilizia non residenziale reagisce meglio 

 

Le concessioni edili per opere non residenziali si sono mantenute abbastanza costanti negli ultimi anni. La debolezza nei segmenti in cui predomina il settore privato, come fattorie, uffici, edifici commerciali e industriali, è stata compensata da un forte impegno edilizio del governo per la costruzione di strutture per l'istruzione e la sanità.
Le attività edilizie non residenziali continuano ad essere più flessibili di quelle residenziali. Una robusta crescita in questo sotto-settore - 18,8% nel 2010 - è stata dovuta ad un aumento del lavoro nel settore sanitario e, probabilmente, anche alla Coppa del Mondo di Rugby, il prossimo evento sportivo di rilievo che la Nuova Zelanda ospiterà. Tuttavia, le prospettive rimangono ridotte.
Le società nazionali stanno continuando a lavorare per ridurre il debito, anche nei settori in cui le prestazioni sono buone - come l'agricoltura - e creano un mercato poco incline alla spesa, che compromette la crescita. Le concessioni edilizie non residenziali si sono stabilizzate su un livello basso all'inizio del 2011, con la conseguenza che le attività edilizie saranno lente nel 2011, prima dell'inizio di una ripresa ciclica più robusta nel 2012, supportata anche dalla ricostruzione dopo il terremoto.

 

Costo dei materiali da costruzione 

 

Il costo dei materiali da costruzione (macchinari, materiali e servizi) ha cominciato ad aumentare: di circa il 4% nei 12 mesi fino a marzo 2011. Tuttavia, la forza del dollaro neozelandese ha in parte compensato i forti aumenti dei prezzi globali delle materie prime, come acciaio e greggio. Le prospettive a breve termine includono un aumento della pressione al rialzo dei prezzi mondiali delle materie prime, sotto la spinta dell'aumento della domanda asiatica e della ricostruzione post disastro in Giappone (tsunami) e Australia (inondazioni). Le ridotte dimensioni del mercato neozelandese fanno sì che il paese sia svantaggiato nella negoziazione dei prezzi, anche se le imprese più grandi avranno una posizione contrattuale migliore. Inoltre, la ricostruzione post-terremoto nel 2012 dovrebbe portare ad un aumento dei costi di costruzione, poiché tanto i materiali quanto la manodopera scarseggeranno e i tassi di interesse aumenteranno.

 

Esperienza di Atradius e atteggiamento assicurativo 

 

Le condizioni di pagamento per i materiali da costruzione generalmente prevedono pagamenti a 30 e 60 giorni. Per quanto riguarda i tardati pagamenti segnalatici negli ultimi 12 mesi, la metà, in termini di valore, era attribuibile ai settori edile e dei materiali da costruzione.
Di conseguenza, consideriamo l'edilizia un settore a rischio relativamente elevato. Naturalmente, le coperture hanno maggiori limitazioni per gli acquirenti che non forniscono i bilanci al Registro delle Imprese neozelandese o ad Atradius. Per gli acquirenti che mettono a disposizione i bilanci recenti, la capacità di credito si valuta in base alla rispettiva situazione finanziaria.