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Norvegia

 

Giugno 2010

 

Gli incentivi fiscali e monetari danno impulso alla ripresa economica

Secondo l’ufficio nazionale di statistica norvegese, il PIL è aumentato dello 0,1% nel primo trimestre del 2010 per la Norvegia continentale. La produzione è crollata in alcuni settori manifatturieri e il crollo del mercato edile ha avuto un notevole impatto. Tuttavia, i settori all’ingrosso e al dettaglio hanno fatto registrare aumenti per il quarto trimestre consecutivo, grazie alla stabilità dei consumi delle famiglie. La disoccupazione è aumentata dello 0,1%, ma, al 3,5% è ancora ad un livello basso se paragonata ad altri paesi.
Dopo aver registrato un livello record di fallimenti nel 2009, la tendenza si è invertita nel 2010. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica norvegese, il numero dei fallimenti ammontava a 1.211 nel primo trimestre del 2010, con una riduzione su base annua del 15% (cfr. grafico successivo). Sul totale, 865 casi riguardavano aziende (ad esclusione di quelle con socio unico). Una su tre operava nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio. Nel gruppo dei fallimenti individuali e di società con socio unico, più di un terzo riguardavano il settore edile.

In generale, prevediamo una riduzione dei fallimenti del 10% nel 2010. Tuttavia, per gli operatori del settore edile e dei settori accessori, prevediamo ancore un numero elevato di fallimenti nei prossimi mesi, perché il settore è stato penalizzato da condizioni meteorologiche avverse lo scorso inverno, e anche se gli ordini hanno fatto registrare un miglioramento nel frattempo, per molte piccole e medie imprese il protrarsi nel tempo della carenza di flussi di cassa significativi è diventato insostenibile. D’altra parte, ci sono ancora dei progetti di grandi dimensioni che devono ancora iniziare (alcuni nel contesto dei programmi di supporto governativi). Le società di dimensioni maggiori sono quelle che per lo più traggono vantaggio da questi programmi, che hanno già fatto registrare buoni risultati nel 2009 e anche nel primo trimestre del 2010.
In aprile 2010 il Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate in Norvegia era di 75 punti base, 244 punti base in meno rispetto al picco di marzo 2009. Tuttavia, era ancora 50 punti base più alto rispetto a giugno 2008, cioè a prima della crisi creditizia.
 

I settori colpiti dalla crisi mostrano segni di miglioramento

 

Il settore dei cantieri navali ha affrontato la crisi con buoni portafogli ordini, ma le cancellazioni e la mancanza di nuovi ordini hanno cambiato radicalmente la situazione. In seguito alle pressioni, il governo ad aprile ha deciso di varare un nuovo pacchetto di aiuti, con aumenti le garanzie, estensione delle linee di credito, nuovi ordini pubblici e altre misure di sostegno. Il settore della carta sta ancora combattendo (a livello globale) con una produzione eccessiva e pressioni sui prezzi. In seguito ad una considerevole riduzione dei prezzi e ad un livello record di fallimenti nel 2009, il settore della metallurgia sembra essere sulla via della ripresa. Gli operatori principali sono persino riusciti ad ottenere risultati migliori per il primo trimestre del 2010, rispetto alle previsioni degli analisti. L’importante settore della pesca e lavorazione del salmone continua a trarre vantaggio dalle conseguenze dell’epidemia virale che ha decimato i salmoni in Cile.

 

Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del PIL dell’1,1% nel 2010, dopo il declino dell’1,6% lo scorso anno, grazie al fatto che i settori colpiti dalla crisi stanno ora evidenziando segni di miglioramento. Gli sviluppi futuri dei prezzi del petrolio e il corso dei cambi della corona norvegese sono difficili da prevedere, a causa delle nuove incertezze sorte dalla crisi dell’Euro, ma avranno certamente un ruolo importante nell’economia norvegese nei prossimi mesi.

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