Messico
Ottobre 2011
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BENI DUREVOLI DI LARGO CONSUMO
Crescita in molti sotto-settori
Elettrodomestici
Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica INEGI, a giugno 2011 il valore della produzione dei grandi elettrodomestici è aumentato del 3,6% su base annua, mentre per altri elettrodomestici c'è stato solo un modesto aumento dello 0,16%. Rispetto a giugno 2008 (prima della crisi), la produzione di grandi elettrodomestici è stata maggiore del 20%, il che prova che la crisi è stata superata, mentre per gli altri elettrodomestici la produzione era del 38% inferiore ai livelli di giugno 2008, il che significa che il sotto-settore non si è ancora del tutto ripreso.
In generale, il settore è caratterizzato da grandi realtà, come Mabe, Samsung, LG e Whirlpool - per lo più società globali - che producono moltissime unità in Messico per via dei minori costi di produzione, mentre i consumi avvengono per lo più in paesi esteri confinanti, come l'America Centrale e l'America del Nord. Data la sensibilità dei prezzi degli elettrodomestici, la redditività di ogni società dipende dalla sua capacità di operare partendo da una produzione a basso costo per generare livelli di utili adeguati.
Punti vendita al dettaglio
Secondo l'associazione messicana per il commercio al dettaglio ANTAD, nei primi otto mesi del 2011 le vendite nei grandi magazzini sono aumentate del 13,3% su base annua (crescita del 9,3% per le vendite dei punti vendita individuali). Il fatturato dei negozi specializzati è aumentato del 13,4% (con un aumento del 5,9% per le vendite dei punti vendita individuali), e i margini di profitto di grandi magazzini come Liverpool, Palacio de Hierro, Elektra e Coppel sono elevati. Le grandi realtà possono prevedere margini di gestione tra 8% e 12%, e possono mettere in conto le vendite maggiori di maggio e dicembre, in occasione delle festività. In contrasto, i punti vendita al dettaglio regionali sono meno redditizi, a causa della concorrenza dei negozi più grandi che si stanno espandendo nel mercato. Non sorprende, dunque, che mentre i grandi punti vendita al dettaglio hanno capitali e liquidità adeguate, i punti vendita locali non le hanno.
Arredamento
Secondo l'INEGI, il valore della produzione di arredamenti è aumentato dell’11,6% su base annua a giugno 2011, attestandosi al 4% in più rispetto ai livelli di giugno 2008. A livello locale, i produttori di mobili si concentrano a Chihuahua, Puebla, Jalisco, Durango, Mexico City e Estado de Mexico (in ordine di importanza).
Tra gennaio e agosto 2011 a Durango le vendite dei produttori di mobili sono crollate del 40% su base annua, in conseguenza di una riduzione della domanda americana, e l'industria di Jalisco ha subito la stessa sorte. Il settore attende la fine dell'anno e spera in un boom di vendite per raggiungere il pareggio. I margini di profitto di questo settore sono generalmente negativi, o solo lievemente positivi, in quanto il modello industriale è basato sulle economie di scala, che non vengono raggiunte. Considerate le scarse aspettative di vendita, alcune società dovranno licenziare o addirittura chiudere. Tuttavia, le società che non dipendono dalle esportazioni verso di Stati Uniti e che sono più attive nel mercato interno possono essere più ottimiste, perché le vendite dei loro prodotti nei grandi magazzini e nei punti vendita al dettaglio sono buone.
L'ombra di una potenziale crisi economica americana
L'Indice di Fiducia del Consumatore messicano (CCI) ha avuto un andamento generalmente al rialzo dopo la fine del 2009 - anche se ad agosto 2011 è sceso leggermente rispetto ai livelli di luglio - ed è ancora su livelli più alti rispetto agli ultimi due anni e mezzo. Tuttavia, eventuali rovesci nell'economia USA avrebbero automaticamente ripercussioni negative sul CCI. La componente del CCI che misura la capacità del consumatore di acquistare beni durevoli di consumo è migliorata, ma non quanto le altre componenti dell'indice. Questo suggerisce che, anche se le famiglie messicane hanno una posizione economica migliore rispetto a un anno fa, e hanno ancora aspettative positive per il futuro dell'economia, non sono particolarmente ansiose di spendere per i beni durevoli di consumo.
Il tasso di disoccupazione era al 5,6% a luglio 2011, un livello analogo a quello di un anno fa. Le previsioni per la creazione di posti di lavoro nel 2011 sono state ridotte di 50.000 unità, a 500.000, in conseguenza del panorama economico attuale. I settori minerario e manifatturiero sono ottimisti circa l'occupazione, mentre il settore edile non ha grandi aspettative: si teme una perdita di posti di lavoro. È chiaro che la disoccupazione non è scesa ai livelli pre-crisi e che, se l'economia USA dovesse rallentare, potrebbe crescere di nuovo.
I tassi di disoccupazione sono rimasti sui livelli della crisi nonostante la ripresa economica - con un alto CCi e vendite al dettaglio stabili - perché sono aumentati i lavori "informali". Di conseguenza, le persone lavorano illegalmente, non vengono incluse nel calcolo dei tassi di disoccupazione, generano reddito e spendono, ma non pagano tasse. Il settore bancario è sano, e, al momento, non ci sono segnali che le banche intendano tagliare il credito al consumo, ma, se il CCI dovesse continuare a scendere, i consumatori potrebbero essere costretti ad utilizzare le linee di credito per le necessità primarie, piuttosto che per l'acquisto di beni durevoli di consumo.
In media, i pagamenti nel settore dei beni durevoli di consumo richiedono 60 giorni. In previsione di un deterioramento dell'economia degli Stati Uniti, si può prevedere un aumento dei tardati pagamenti, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, anche se solitamente sono necessari quattro mesi affinché tale peggioramento abbia ripercussioni in Messico. Prevediamo inoltre un aumento dei fallimenti, soprattutto per quanto concerne le piccole imprese che dipendono fortemente dalla domanda americana.
Il sotto-settore della produzione di mobili è quello maggiormente esposto, da questo punto di vista, soprattutto per quanto riguarda i produttori che dipendono dalla domanda statunitense, che sicuramente diminuirà.
Anche se la domanda di elettrodomestici potrebbe diminuire anch'essa, le prospettive in questo comparto sono stabili, perché i produttori messicani possono controbilanciare la riduzione della domanda USA con le esportazioni verso l'America Latina.
Come già accennato, le prospettive per il settore retail sono negative - in particolare per le piccole e medie aziende - in quanto le famiglie sono meno inclini a spendere per beni di consumo.
I fornitori di questo settore dovranno quindi capire quanta parte delle entrate degli acquirenti dipende dalle vendite, dirette o indirette, negli USA, e come questi acquirenti abbiano superato la crisi del 2009. Dovranno inoltre ottenere garanzie, come i Pagarés (pagherò cambiari), soprattutto dalle piccole e medie aziende.
ALIMENTARE
Settore stabile in crescita continua
Il settore agroalimentare messicano ha fatto registrare una crescita a lungo termine bassa ma costante. Tra il 1993 e il 2009 la crescita annua media è stata del 2,3%. Nonostante la considerevole contrazione del PIL messicano nel 2009 (-6,6%), il settore è cresciuto dell’1,8%.
Il settore primario (agricoltura, allevamento, piscicoltura e silvicoltura) rappresenta circa il 3,5% del PIL messicano. Secondo l'Istituito Nazionale di Statistica INEGI, il PIL del settore primario si è ridotto del 3,7% su base annua nel secondo trimestre del 2011, a causa della riduzione delle attività agricole.
Nel secondo trimestre del 2011 la produzione di alimenti, bevande e tabacco, che rappresenta circa il 5% del PIL del Messico, è aumentata del 2,4% su base annua. Il settore alimentare è cresciuto solo dell'1%, mentre quelli delle bevande e del tabacco hanno evidenziato un aumento del 7,3%.
La produzione agricola e il relativo fatturato dipendono dai raccolti e dalle stagioni. Ci sono diversi raccolti in Messico: quelli più importanti si hanno nella stagione natalizia (da novembre a febbraio) e in estate (da marzo a settembre). Di conseguenza, il fatturato non è uniforme nel corso dell'anno.
La stagione di picco per il settore delle bevande è l'estate (da maggio a settembre). Il Messico ha il maggior consumo pro capite di bevande analcoliche dell'America Latina, e tra i maggiori al mondo. L'industria agroalimentare è la più stabile nel corso dell'anno.
Anche se alcuni acquirenti nel settore agricolo possono avere margini di profitto ridotti e investimenti in conto capitale limitati, normalmente il governo eroga loro sussidi che gli consentono di rimanere sul mercato. Inoltre, gli acquirenti dei settori delle bevande e dell'agricoltura sono solitamente società consolidate con buoni margini di profitto e forti capitali.
Per quanto riguarda la situazione generale di solvibilità e liquidità, gli acquirenti nel settore agricolo possono a volte ritardare i pagamenti a causa delle condizioni meteorologiche avverse (ad es., se la stagione delle piogge inizia più tardi). Tuttavia, gli schemi di pagamento tornano normali una volta che la stagione è iniziata. La liquidità può essere limitata, in quanto i venditori normalmente sono finanziati dai loro creditori. I venditori di derrate alimentari e bevande di solito hanno tassi di liquidità migliori e un profilo di indebitamento più basso.
In media, i pagamenti nel settore alimentare richiedono circa 30 giorni e non prevediamo variazioni. Il tasso di inadempimenti è basso, ma il sotto-settore della vendita all'ingrosso di semi e granaglie è più esposto ai rischi, perché i grossisti possono essere penalizzati dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e dalle oscillazioni dei tassi di cambio. Cereali e sementi sono due delle importazioni principali del Messico - soprattutto da USA e Canada - e anche gli acquirenti messicani devono fare i conti con l'aumento dei prezzi e con le oscillazioni dei tassi di cambio. L'impatto di questi problemi si sta facendo sempre più pesante, in quanto il Messico è sempre più dipendente dalle importazioni di grano e generi di prima necessità: negli ultimi 10 anni, le importazioni di mais e riso sono triplicate e le importazioni di frumento e latte sono raddoppiate.
Politica assicurativa generalmente rilassata
In generale, prevediamo prestazioni positive e stabili per il settore alimentare, dato che, con una popolazione di oltre 112 milioni di abitanti, in crescita, la domanda a lungo termine non può che aumentare:
Dati primari per il settore (valuta locale)
- Consumo pro capite di alimenti nel 2011 = +9,7%; previsione fino al 2015 = + 29,3%
- Vendite di bevande alcoliche nel 2011 = +5,8%; previsione fino al 2015 = +23,5%
- Vendite di bevande analcoliche nel 2011 = +5,5%; previsione fino al 2015 = +24,7%
- Vendite al dettaglio di grandi derrate alimentari nel 2011 = +7,5%; previsione fino al 2015 = +34,7%
Fonte: BMI
La nostra politica assicurativa per il settore alimentare è favorevole. In generale, per i piccoli venditori, cerchiamo di ottenere informazioni finanziarie aggiornate che offrano indici sani, basso profilo di indebitamento e bassa concentrazione di rischio. Per i venditori di lunga data, siamo più flessibili e possiamo offrire limiti di credito adeguati, sulla base degli anni di attività sul mercato e dell'esperienza commerciale.
Abbiano un approccio assicurativo più rilassato per quanto riguarda i venditori che si concentrano su agricoltura, coltivazione di frutta e verdura e produzione di bevande. Crediamo che questa categoria abbia buoni livelli di capitalizzazione e un buon ciclo di credito.
Tuttavia, adottiamo un approccio più cauto quando si tratta di grossisti di derrate alimentari. Questi venditori, infatti, potrebbero avere elevati livelli di indebitamento e bassi margini di profitto. Nonostante questo, se i pagamenti sono a breve termine, possiamo approvare linee di credito anche per questi soggetti.
Il nostro approccio assicurativo al commercio all'ingrosso di granaglie e sementi è necessariamente più restrittivo.
Come già accennato, questi prodotti vengono principalmente importati da USA e Canada e le aziende in questo sotto-settore sono esposte alle oscillazioni valutarie e all'aumento dei prezzi delle materie prime. Di conseguenza, vogliamo sempre esaminare le informazioni finanziarie più recenti, che devono evidenziare un buon ciclo di credito, basso indebitamento, forte capitalizzazione, e possibilmente, cerchiamo di ottenere garanzie, sotto forma di Pagarés (pagherò cambiari).
Seguiamo inoltre da vicino la struttura legale delle aziende agricole, in quanto abbiamo identificato diverse associazioni rurali con un gran numero di aderenti da cui sarebbe molto difficile, in caso di necessità, recuperare il credito.
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