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Irlanda

 

Luglio 2010

 

Qualche nuovo spiraglio? 

Finalmente ci sono i primi segnali che la ripresa economica sta iniziando anche in Irlanda. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica (CSO), nel primo trimestre del 2010 anche se il PIL è diminuito su base annua (-0,7%), si è registrato un aumento del 2,7% rispetto al trimestre precedente. I cambiamenti principali rispetto al primo trimestre 2009 consistono nel fatto che gli investimenti in conto capitale sono scesi del 30%, mentre la spesa al consumo è calata appena un po’ meno dell’1%. Le esportazioni nette hanno continuato a fiorire, con un aumento di 2.609 miliardi di euro su base annua nel primo trimestre di quest'anno.

Le vendite di auto a giugno 2010 sono state appena al di sotto delle 68.000 unità, un buon risultato – 21.000 unità in più rispetto allo stesso periodo nel 2009 – ma, naturalmente, parte di questo aumento può essere attribuita al piano di “rottamazione” introdotto all’inizio dell’anno.

Il settore al dettaglio in generale rimane sotto pressione, a causa dell’onere dei canoni di locazione per i commercianti e della riduzione degli acquisti. Se escludiamo le vendite di auto, le vendite al dettaglio nel primo trimestre del 2010 sono scese del 2,9% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il settore edile, che una volta era la spina dorsale dell’economia, continua ad evidenziare segnali di declino (vedere i dettagli nelle sezioni seguenti dedicate al settore al dettaglio, e all’edilizia).

La disoccupazione è aumentata di 5.800 unità a giugno 2010, per un totale di 444.900 disoccupati, pari al 13,4% della forza lavoro. Sono cifre deprimenti, ma il loro aumento su base annua sta rallentando: nei dodici mesi fino a giugno l’aumento è stato del 9%, rispetto all’11,1% dei dodici mesi fino a maggio.

I fallimenti stanno ancora aumentando. Nei primi sei mesi del 20140 sono aumentati del 27% su base annua, e hanno già superato il totale del 2008. Le società più colpite sono quelle che operano nei settori edile, dei servizi, dell’ospitalità e al dettaglio, che, complessivamente, rappresentano quasi il 75% del totale ad oggi per quest’anno. Solo il settore edile ha fatto registrare quasi il 30% di tutti i fallimenti. Da notare l’aumento del numero delle amministrazioni controllate.

Fino a giugno, 118 società hanno fatto richiesta di amministrazione controllata quest’anno – con un aumento del 174% rispetto allo stesso periodo nel 2009 e non di molto inferiori al totale per il 2008 (124).Questo fa pensare che le banche stiano adottando dei metodi di recupero crediti più severi, nel tentativo di migliorare la propria situazione.

In contro tendenza, sono state registrate 18.200 nuove entità (società a responsabilità limitata e nomi commerciali) presso il Companies Registration Office nei sei mesi fino a giugno, con un aumento del 9,6% rispetto alle 16.599 registrate nello stesso periodo lo scorso anno. Queste cifre indicano che c’è ancora la disponibilità ad investire e a creare nuove attività, nonostante la difficile situazione economica irlandese.

 

Un euro più debole potrebbe incentivare le esportazioni irlandesi 

Per il resto del 2010 prevediamo miglioramenti della crescita del PIL, pur se ancora accompagnati da un lieve aumento della disoccupazione e da un totale di circa 1800 fallimenti (1406 nel 2009). Si prevede una stagnazione della domanda interna per il momento, la ripresa, se ci sarà, sarà promossa dalle esportazioni.

La relativa debolezza dell’euro nei confronti tanto del dollaro USA quanto della sterlina britannica dovrebbe aiutare la bilancia dei pagamenti irlandese, poiché grandi volumi di scambi – sostanze chimiche, servizi commerciali, tecnologia e alimentari in particolare – sono diretti verso Gran Bretagna e USA.

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