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Maggio 2013

 

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ELETTRONICA DI CONSUMO / ICT

 

La solidità patrimoniale può essere un problema

NSecondo l'Associazione federale tedesca BITKOM, le vendite totali del settore dell'elettronica di consumo/ICT dovrebbero crescere dell'1,4% nel 2013 (attestandosi a 153 miliardi di euro) contro un incremento del 2,2% nel 2012 (vedere tabella sottostante). La crescita dovrebbe interessare tutti i segmenti ad eccezione di elettronica di consumo (-3%), hardware (-0,3%) e servizi di telecomunicazione (-1,6%). Il mercato dell'elettronica di consumo sta subendo una contrazione dovuta al calo dei prezzi e allo spostamento della domanda verso smartphone e tablet, che continueranno a registrare un boom di vendite. Il settore del cloud computing (che costituisce un forte stimolo per i sotto-settori di software e servizi) crescerà del 53%, portandosi a 4,6 miliardi di euro.
In linea generale, le imprese di tutti i sotto-settori (IT, telecomunicazioni e elettronica di consumo) hanno una solidità patrimoniale al di sotto della media. I margini di profitto sono bassi a causa della forte concorrenza, soprattutto in materia di prezzi. I tassi di solvibilità e liquidità del settore ICT si attestano generalmente tra il mediocre e il discreto e le aziende ricorrono spesso al factoring come modalità di finanziamento.
I pagamenti nel settore dell'elettronica di consumo/ICT richiedono mediamente 30-60 giorni. Non abbiamo riscontrato un aumento di ritardi nei pagamenti negli ultimi due mesi e alla luce delle buone prospettive per il 2013, non prevediamo che la situazione possa cambiare.
Secondo i dati di BITKOM, nel 2012 i casi di insolvenza a carico del settore sono scesi dell'1,1% rispetto all'anno precedente, dopo il calo dell'11,1% registrato nel 2011. Prevediamo che nel 2013 il numero di casi di insolvenza si manterrà stabile.
L'industria dell'elettronica di consumo/ICT è altamente innovativa e con buone prospettive di crescita, ma soffre per i margini di profitto bassi, la forte erosione dei prezzi e la concorrenza agguerrita, tutti fattori che spiegano l'attuale tendenza al consolidamento nel settore. A meno che non si tratti di aziende solide con prodotti di nicchia, le imprese più piccole continueranno a soccombere nella lotta sul mercato.
Alla luce di queste considerazioni, il nostro approccio assicurativo è necessariamente selettivo e richiediamo informazioni complete su ognuna delle aziende a cui concediamo copertura. In fase di sottoscrizione, richiediamo i dati finanziari più aggiornati per poter valutare la performance dell'azienda, tra cui:
- bilanci annuali
- bilanci preliminari (non antecedenti i 3 mesi)
- panoramica dello stato di liquidità (incluse eventuali linee di credito)
- previsioni di vendita.
Per poter massimizzare la copertura assicurativa dei nostri clienti nei confronti degli acquirenti del settore, raccogliamo quante più informazioni possibili (quali report trimestrali, previsioni di liquidità, visite presso l'acquirente). Laddove sia necessario limitare la nostra copertura, motiviamo questa decisione e aiutiamo i nostri clienti a pianificare le future strategie di vendita.
In linea generale, limitiamo la nostra copertura assicurativa nei confronti delle aziende che operano da meno di un anno, a meno che non facciano parte di un gruppo più grande. Suggeriamo di aggiungere una clausola di riserva di proprietà in quanto offre un livello ragionevole di protezione alla vendita dei beni. Rivediamo generalmente le nostre decisioni con cadenza annuale, ma conduciamo analisi aggiuntive per quei sotto-settori problematici o in quei casi dove riscontriamo delle difficoltà. Data la natura dinamica di questo mercato, dobbiamo poter reagire tempestivamente a un eventuale peggioramento dell'affidabilità creditizia o dei risultati d'esercizio di un'azienda.


 

 

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