Francia
Giugno 2010
Crescita debole, a causa della riduzione dei consumi privati
Dopo una crescita del PIL dello 0,5% nell’ultimo trimestre del 2009, la Francia ha fatto registrare un tasso di crescita deludente nel primo trimestre del 2010 (0,1%), a conferma che l’economia francese ha ancora molta strada da fare prima di raggiungere una ripresa economica completa (Fonte: Ufficio Nazionale di Statistica francese, INSEE). Come avevamo previsto nell’ultima analisi del Market Monitor, i consumi privati si sono stabilizzati in conseguenza della riduzione dei sussidi statali e della graduale eliminazione del piano di rottamazione. I consumi delle famiglie per quanto riguarda i prodotti industriali sono scesi dell’1,9% nei primi tre mesi del 2010, e questo andamento negativo è continuato anche ad aprile (-1,2%), con un’ulteriore riduzione dell’acquisto di auto. A maggio, l’indice di fiducia del consumatore è sceso rispetto all’inizio dell’anno. Tuttavia, l’economia francese è stata sostenuta dalla produzione industriale e soprattutto da esportazioni vivaci, che sono aumentate del 3,9% nei primi tre mesi del 2010, grazie all’aumento della domanda di Asia e Stati Uniti.
Gli indici del clima commerciale hanno continuato a migliorare negli ultimi mesi e sono ora 28 punti al di sopra del minimo storico di marzo 2009. Solo il commercio al dettaglio ha fatto registrare un rallentamento lo scorso mese. A maggio 2010 i settori alimentare, elettrico, dei macchinari, chimico e della plastica hanno registrato miglioramenti della produzione, livelli di magazzino stabili o in discesa, e previsioni sulla produzione sempre più ottimistiche, grazie all’aumento degli ordini. I settori dell’auto e dei trasporti hanno invece fatto registrare cifre deludenti, con un declino della produzione, abbondanti giacenze e bassi livelli di ordini: di conseguenza, le previsioni sono pessimistiche. Per i settori dei servizi e al dettaglio, la situazione è rimasta stabile a maggio, con previsioni positive, se pur modeste.
La lieve ripresa delle erogazioni di prestiti che avevamo notato alla fine del 2009 è continuata anche nel 2010, con un aumento dell’1,2% dei finanziamenti concessi a fine marzo 2010. Per il segmento delle piccole e medie imprese, l’erogazione di finanziamenti è aumentata del 3,7% e per le società immobiliari addirittura del 5,4%.
Nonostante ciò, l’erogazione di crediti a breve termine ha continuato a peggiorare (-8,8% a febbraio e -7,7% a marzo 2010), sebbene si noti una decelerazione dell’andamento negativo. Anche se il pericolo di una forte stretta creditizia sembri passato, ci sono ancora avvisaglie del fatto che le società più vulnerabili, e la parte più debole della popolazione, avranno difficoltà a finanziare le necessità di capitale circolante.
Miglioramento della condotta nazionale in materia di pagamenti
Secondo l’ultimo Barometro dei Pagamenti di Atradius, circa il 52% delle società francesi interpellate ha valutato la condotta nazionale in materia di pagamenti da “buona” a “eccellente”, con sempre meno ritardi nei pagamenti nazionali rispetto ai precedenti periodi presi in esame. Il miglioramento della condotta francese in materia di pagamenti è più evidente dopo l’ultimo trimestre del 2009, poiché il governo ha rispettato i propri impegni, con pagamento puntuale delle fatture e, soprattutto, il settore edile ha ridotto i ritardi. Tale riduzione è stata amplificata dagli effetti della Legge sulla Modernizzazione dell’Economia (Loi de modernisation de l´economie). In media, i pagamenti nazionali ed esteri richiedevano 33 giorni nell’inverno 2010: 0 giorni oltre la scadenza contrattuale media. Facendo tesoro della lezione della crisi creditizia, le società francesi si stanno concentrando sempre di più sull’ottimizzazione delle proprie necessità di capitale circolante. Di conseguenza, hanno rafforzato le procedure di gestione del credito e il follow-up dei crediti verso clienti. L’impatto positivo di queste misure sarà visibile alla fine del 2010. Secondo l’INSEE, il numero dei fallimenti societari è aumentato del 7,1% su base annua nel 2009.
Nel primo trimestre del 2010 i fallimenti sono scesi dello 0,5% su base annua. I soggetti più colpiti sono le piccole società e le società di nuova costituzione (con meno di 10 dipendenti/fatturato inferiore a 500.000 Euro), mentre è migliorata la tendenza nel segmento delle attività di medie e grandi dimensioni.
Questo andamento positivo potrebbe essere dovuto al generale miglioramento della liquidità delle società francesi, unito alla ricostituzione dei margini e degli utili di gestione. Infatti, la liquidità aziendale sembra avvicinarsi alla media di lungo periodo (stesso livello del primo trimestre del 2008).
Recentemente, l’OCSE ha rivisto le previsioni sulla crescita del PIL francese nel 2010, portandole all’1,7% (il FMI ha portato la sua previsione di crescita del PIL all'1,5% ad aprile). Gli investimenti aziendali rimarranno bassi, con un incremento previsto nel 2010 di solo 2,6%. L’incertezza principale riguarda i consumi privati, che potrebbero rimanere sotto pressione man mano che la riduzione dei sussidi statali, le misure di austerità (aumenti fiscali) e l’aumento del tasso di disoccupazione, riducono il potere d’acquisto dei consumatori. Ma al momento ci si attende ancora che i consumi privati segneranno una piccola crescita nel 2010.
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