Francia
Maggio 2013
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ELETTRONICA DI CONSUMO / ICT
Concorrenza in crescita e vendite in calo
Il settore dell'elettronica di consumo/ ICT ha risentito pesantemente di alcuni casi di fallimento importanti all'inizio del 2012, quali, ad esempio, il fornitore di servizi IT e hardware Infolution e il principale rivenditore francese di Apple, Ebizcuss.com. Le vendite hanno tuttavia mostrato di stabilizzarsi durante la seconda metà dell'anno e secondo i dati dell'Ente Statistico francese INSEE la domanda di beni durevoli di consumo è cresciuta dell'1,2% nel 4° trimestre, mentre le vendite di tablet sono aumentate del 140%. Ciononostante, il mercato francese dell'IT ha subito una contrazione dell'1% nel 2012, mentre le vendite di elettronica di consumo hanno registrato un calo del 6% (-1% se si escludono le vendite di televisori - vedere tabella sottostante).
Con la contrazione della domanda e i tagli alla spesa IT da parte del Governo, la concorrenza si è fatta più agguerrita e i prezzi hanno continuato a scendere; inoltre, a causa della scarsità di professionisti esperti nel campo dell'IT, i costi della manodopera si stanno facendo sempre più elevati. La combinazione di prezzi più bassi e costi di produzione più alti sta aumentando la pressione sui margini di profitto delle aziende del sotto-settore dei servizi IT e nel 2013 il mercato dovrebbe mantenersi piatto, con una crescita di appena l'1%.
Le aziende del settore IT e dell'elettronica di consumo si stanno confrontando con margini di profitto strutturalmente bassi e ciò fa sì che il loro patrimonio netto spesso non superi il 15%. Bassi livelli di solvibilità e liquidità in calo rendono quindi imperativa una gestione prudente del capitale circolante.
A differenza del settore dell'elettronica di consumo/IT che dipende dall'andamento della domanda, il sotto-settore delle telecomunicazioni segue principalmente l'evoluzione dell'offerta. Gli operatori virtuali di rete mobile (MVNO) e i distributori stanno assistendo a cambiamenti radicali nel proprio mercato: la regolamentazione sempre più orientata a favore del consumatore e la forte concorrenza seguita all'entrata sul mercato della compagnia low-cost Free hanno costretto gli operatori del sotto-settore delle telecomunicazioni a rivedere le proprie strategie di prezzo e costi. Ciò ha portato al crollo dei prezzi per le linee telefoniche (vedere tabella sottostante), con un impatto sui margini operativi lordi (EBITDA) degli operatori. Secondo l'Autorità francese per le Poste e Telecomunicazioni (ARCEP), nel 2012 i margini di profitto medi sono scesi al 31,5% contro il 34,3% del 2011.
Tuttavia con l'espansione del traffico voce, dati e sms, le aziende sono costrette a investire in infrastrutture e innovazione (come tecnologia 4G e fibra ottica) per poter sostenere i maggiori volumi e mantenere la propria competitività. Il risultato è stato che nel 2012 il volume degli investimenti ha raggiunto i 9 miliardi di euro (+9,7% rispetto agli 8,2 miliardi di euro nel 2011), secondo quanto riportato dall'ARCEP. Per poter sostenere la crescita degli investimenti, le aziende hanno dovuto tagliare altri costi e stanno iniziando a cancellare gli accordi di distribuzione con i grossisti in modo da semplificare i propri canali di distribuzione e aumentare la quota di vendite via Internet. Lo scopo è quello di aumentare i ricavi di distribuzione nonché di evitare di condividere i già limitati margini di profitto. Nonostante le difficoltà del mercato, gli operatori del sotto-settore delle telecomunicazioni registrano ancora una buona performance rispetto ad altri sotto-settori dell'elettronica di consumo / ICT avendo beneficiato, negli anni passati, di buoni margini operativi lordi e flusso di cassa. Il loro livello di capitalizzazione fa sì che possano assorbire le perdite dovute alle attuali turbolenze del mercato, anche se le catene al dettaglio potrebbero subire l'impatto del calo dei consumi e del minore supporto da parte degli operatori.
Il contesto economico per il resto del 2013 non fa ben sperare per il sotto-settore dell'elettronica di consumo: i consumi privati dovrebbero mantenersi piatti per quest'anno, con un tasso di disoccupazione ancora superiore al 10%. Il mercato francese dell'elettronica di consumo continuerà a contrarsi sebbene l'e-commerce e l'm-commerce (acquisti via cellulare) rappresentino un forte potenziale di crescita che potrebbe invertire la tendenza generale. Nel lungo periodo, il mercato tradizionale della vendita al dettaglio non potrà sopravvivere senza l'apporto delle vendite online e i piccoli rivenditori indipendenti assisteranno quindi a un drastico calo di vendite nel corso di quest'anno. Anche le imprese più grandi (come FNAC e Darty) subiranno l'impatto dovuto al calo dei consumi delle famiglie, anche se i piani di riorganizzazione attualmente in corso dovrebbero ristabilire un giusto equilibrio tra vendite online e presso i punti vendita. Si tratta di imprese ben più solide rispetto ai piccoli rivenditori e hanno quindi la capacità di superare l'attuale momento di crisi.
Per quanto riguarda il sotto-settore dell'IT, le imprese B2C continueranno senza dubbio a beneficiare del boom di vendite dei tablet PC, che compenseranno il calo di vendite dei computer portatili tradizionali (che generano di solito margini più alti). Stiamo inoltre assistendo a un trend di convergenza per quanto riguarda le telecomunicazioni e i prodotti per l'elettronica di consumo e ciò dovrebbe probabilmente spingere i consumatori ad aggiornare i propri dispositivi, come nel caso dei cosiddetti "Phablet" (smartphone + tablet) o dei tablet con tastiera staccabile.
Nel caso delle imprese B2B, i tagli alla spesa e il difficile contesto economico comporteranno la riduzione o persino la cancellazione dei previsti investimenti IT - e lo stesso varrà anche per le vendite agli enti statali. Le aziende stanno tuttavia cominciando a comprendere i benefici, nonché l'esigenza, offerti dalle tecnologie di cloud computing e ciò compenserà parzialmente il calo registrato dagli altri investimenti nel settore IT. La crescita del sotto-settore del software godrà quindi dell'impulso dato dall'espansione del SaaS (Software as a Service). Per il 2013 si prevede una crescita moderata del mercato francese del software (+0,7%) a fronte di una contrazione del mercato dell'hardware. I servizi software dovrebbero continuare a godere di una discreta performance, con una crescita stimata dell'1%.
I prezzi nel settore delle telecomunicazioni continueranno a scendere, con la conseguente riduzione dei margini di profitto degli operatori. Le imprese dovranno tuttavia continuare a investire in modo massiccio sulle infrastrutture di trasmissione per poter rispettare la regolamentazione fissata per la copertura della rete oltre che mantenere quote di mercato.
Aumento dei casi di insolvenza e ritardi nei pagamenti nel 2013
E' prassi comune per i fornitori concedere termini di pagamento più lunghi ai clienti alla fine dell'anno: questo fa sì che, per far fronte all'impennata della domanda, le imprese devono aumentare i livelli delle giacenze nella speranza che si traducano velocemente in contanti grazie all'incremento delle vendite. Tuttavia, nonostante questa strategia per incentivare le vendite, vi sono tre fattori che hanno causato un peggioramento in materia di pagamenti da parte del settore dell'elettronica di consumo/ICT negli ultimi sei mesi:
- I consumatori hanno aspettato fino all'ultimo prima di acquistare;
- Le condizioni di consumo continuano a mantenersi sfavorevoli;
- Le banche sono spesso riluttanti ad attendere.
Ci aspettiamo un aumento di ritardi nei pagamenti nei prossimi mesi in quanto le riserve di cassa di molti acquirenti del settore ICT sono state messe a dura prova dal calo di vendite e profitti. Inoltre, gli strumenti di credito (seppur al livello più vantaggioso registrato negli ultimi anni) sono ancora soggetti alle rigide condizioni imposte dalle banche e questo fa sì che la maggior parte degli acquirenti del settore abbia poca, o nessuna, elasticità di cassa.
Per quest'anno prevediamo anche un aumento del numero di casi di fallimento a carico del settore. Il calo di vendite e la contrazione dei margini fanno sì che le aziende debbano essere sufficientemente flessibili per poter adattare velocemente il mix di prodotti e i canali di distribuzione alle condizioni mutevoli del mercato.
Senza questa flessibilità, le imprese riusciranno difficilmente a reagire al calo di vendite e all'emorragia di cassa.
Alla luce di questi fattori, il nostro approccio assicurativo si mantiene prudente.
Valutiamo l'affidabilità creditizia dell'acquirente analizzando la disponibilità di cassa a breve termine, sia di proprietà che in prestito.
E' altrettanto essenziale valutare con attenzione il modello di business dell'acquirente, soprattutto in caso di copertura di grande entità: analizziamo quindi la gestione dei crediti dai clienti, la dipendenza dai fornitori e l'adeguatezza dei sistemi informatici, cioè quegli strumenti che permettono di gestire in tempo reale due fattori-chiave per il settore: le giacenze e gli ordini.
Per massimizzare la copertura che possiamo offrire ai clienti, richiediamo le informazioni finanziarie più aggiornate sui loro acquirenti.
Questo ci permette di concedere un livello realistico di copertura - pur se soggetta a condizioni più severe - o quantomeno di spiegare il motivo per cui limitiamo la nostra copertura: in entrambi i casi, l'obiettivo è di proteggere il nostro cliente da inutili rischi finanziari.
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