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Agosto 2011

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TESSILE / ABBIGLIAMENTO

Ottime prestazioni - ma ci sono problemi all'orizzonte

 

Il settore tessile/abbigliamento cinese ha evidenziato una sostenuta ripresa nel 2010, dopo la crisi del 2008/2009, grazie ad la forte risalita della domanda tanto dai mercati esteri, quanto da quello nazionale. Secondo il China Economic Information Network, tanto i produttori quanto i rivenditori al dettaglio di prodotti tessili/abbigliamento hanno generato un fatturato di € 252 miliardi nel 2010: un aumento su base annua del 28,24%. La crescita ha continuato a essere robusta anche nel primo trimestre del 2011, con un aumento del 31% del fatturato su base annua, portando all'aumento degli investimenti (ad es., in macchinari e attrezzature) nel 2010, di oltre il 20%.
Lo scorso anno, gli utili totali sono ammontati a € 3,1 miliardi - un incremento del 52% su base annua - e il margine lordo di profitto del settore è stato dell’11,50% (rispetto al 10% del 2009). Il margine di profitto ante-imposte è stato del 4,78% nel 2010, rispetto al 3,88% del 2009. Il Return on assets (ROA) è aumentato di 1,63 punti base, attestandosi a -6,5%, mentre il ritorno degli investimenti (ROI) è stato del 15,30% nel 2010, con un aumento di 3,79 punti base. In questo contesto di redditività, nel 2010 il capitale generale nel settore e la solvibilità sono aumentati. Tuttavia, l'11% delle 33.218 società nel settore ha subito perdite nette nel 2010.
Stanno dunque emergendo alcuni problemi. Il prezzo del cotone alle stelle ha ridotto al minimo i margini di profitto delle industrie tessili, che non sono in grado di trasferirli sui clienti. Come molti altri settori cinesi, il settore tessile/abbigliamento è stato penalizzato dai forti aumenti salariali (+15% nel primo trimestre del 2011) e dall'aumento dei prezzi di produzione, che compromettono la competitività della Cina, soprattutto rispetto ad altri paesi asiatici come il Vietnam. Lo stesso vale per il lento ma continuo apprezzamento della valuta, che indebolisce i risultati delle esportazioni. Una riduzione dello sgravio fiscale sulle esportazioni dal 16% all’11% da parte del governo cinese (prevista per la seconda metà dell'esercizio 2011) penalizzerebbe soprattutto le piccole e medie imprese, i cui margini lordi di profitto si aggirano intorno all'1-2%. Anche le indagini anti-dumping promosse da alcuni paesi occidentali potrebbero costituire una minaccia per le esportazioni cinesi. Inoltre, l'inasprimento della politica monetaria da parte della banca centrale ridurrebbe la disponibilità dei finanziamenti bancari diretti in questo settore, con la conseguenza che molte PMI o molte aziende tessili la cui attività è orientata elle esportazioni dovrebbero affrontare una grave carenza di finanziamenti.

 

 

Crescita più lenta delle attività all'esportazione, ma le vendite nazionali al dettaglio miglioreranno 

A causa di questi fattori, prevediamo che la crescita del settore rallenterà nei prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda i produttori la cui attività è orientata alle esportazioni. Nel mercato interno, abbiamo osservato che la domanda per i settori di abbigliamento/retail è scesa nel primo semestre del 2011, con minori utili per i dettaglianti, ma siamo ancora convinti che il settore nazionale otterrà risultati migliori di quelli delle esportazioni nella seconda metà di quest'anno.

La domanda interna potrebbe aumentare di nuovo dopo settembre, dato che ci sarà una riduzione dell'inflazione dei prezzi al consumo, attualmente alle stelle (6,4% a giugno 2011). Il governo si è impegnato a mantenere il tasso di inflazione entro un intervallo controllato e, una volta scesa l'inflazione, possiamo prevedere che la domanda interna di prodotti tessili aumenterà leggermente nell'ultimo trimestre del 2011. La domanda all'esportazione potrebbe aumentare nuovamente prima di Natale.

In media, i pagamenti nel settore tessile cinese richiedono da 60 a 100 giorni. Alla luce di problemi che il settore ha dovuto affrontare, non possiamo escludere future pressioni sui flussi di cassa dei produttori cinesi di tessili/abbigliamento, che porterebbero ad un numero crescente di ritardi nei pagamenti.

 

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