Canada
Dicembre 2010
Forte riduzione dei fallimenti societari
Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica canadese, l'economia del paese si è sviluppata più lentamente del previsto nel terzo trimestre del 2010, ostacolata da una riduzione delle esportazioni e da un settore edile residenziale più debole. Il PIL è cresciuto dell’1% rispetto al trimestre precedente, che aveva fatto registrare un incremento di +2,3%. In media, gli economisti avevano previsto un tasso di crescita dell’1,5%, rispetto al 2,5% di crescita del PIL statunitense. La domanda interna è aumentata dello 0,9%, con maggiori investimenti in impianti e attrezzature, pari al 6,5%. I settori manifatturiero, minerario e pubblico sono stati i principali motori della crescita nel terzo trimestre, coadiuvati anche dall'aumento della spesa al consumo.
Secondo l'Ufficio di Controllo dei Fallimenti Canadese, il numero totale di fallimenti aziendali e privati (definito nel grafico successivo alla voce fallimenti e richieste) è sceso del 26,5% su base annua a settembre 2010, con un -26,4% per i fallimenti privati e -29,2% per quelli aziendali. Considerando l'intero anno, calcolato da settembre 2009 a settembre 2010, i fallimenti societari sono scesi del 21%, dovuto soprattutto alla riduzione nei settori dei trasporti, dello stoccaggio, del commercio al dettaglio, manifatturiero, edile e agricolo.
A ottobre 2010, il Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate in Canada è sceso ancora, rispetto al mese precedente, facendo registrare 93 punti base, e attestandosi a 382 punti in meno rispetto al valore di picco raggiunto a febbraio 2009. L'EDF canadese ha raggiunto quindi il livello più basso da oltre due anni a questa parte.
L'EDF mediano canadese è ora di 104 punti base.
Miglioramento di pagamenti
Le statistiche sui fallimenti, per loro natura, tendono a riflettere cicli passati, quindi la riduzione del numero delle aziende che hanno dichiarato fallimento nel secondo e terzo trimestre del 2010 indica un miglioramento costante nelle pratiche di pagamento nella maggior parte dei settori commerciali, a partire dal 2009. Che la tendenza relativa ai mancati pagamenti in Canada sarebbe migliorata, era cosa prevista, man mano che l'economia generale canadese migliorava.
Il settore manifatturiero ha continuato a essere penalizzato dalla riduzione della spesa al consumo e, di conseguenza, rimane uno dei settori con il tasso più elevato di inadempimenti. Inoltre, la posizione dei grossisti quali intermediari, li rende sensibili a problemi di cash flow causati dai tardati pagamenti, che portano al trasferimento di tali ritardi sui propri pagamenti in uscita. Le risorse naturali e il settore agricolo hanno evidenziato bassi tassi di inadempimento, cosa perfettamente naturale dato che si tratta dei settori più stabili, mentre il settore edilizio, con i molti fallimenti sommersi, tende a sottostimare le dimensioni reali del tasso di inadempimenti.
La Banca Centrale canadese prevede che la ripresa economica sarà più graduale rispetto alle proiezioni pubblicate nella Relazione sulla Politica Monetaria di luglio, con tassi di crescita pari al 3,0% nel 2010, 2,3% nel 2011 e 2,6% nel 2012. In generale, si prevede che la crescita economica in Canada si affrancherà progressivamente dalla spesa delle famiglie e dagli incentivi del governo, sostituendone il contributo con quello degli investimenti commerciali e delle esportazioni.
La Banca ha sottolineato che la produzione, nell'economia, ha superato ormai il picco raggiunto prima della recessione, e che tutti i 400.000 posti di lavoro persi durante la recessione sono stati recuperati. Tuttavia, la disoccupazione rimane elevata, attestandosi al 7,9% a ottobre 2010, in conseguenza dell'aumento delle persone in cerca di lavoro. Negli Stati Uniti, per fare un esempio, solo un posto di lavoro su cinque, perso durante la recessione, è stato recuperato.