Australia
Settembre 2012
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ACCIAIO
La pressione sui produttori di acciaio continua ad aumentare
Nel corso della nostra ultima analisi del comparto siderurgico australiano a novembre 2011, avevamo osservato come gli alti costi di produzione e la forza del Dollaro australiano stessero mettendo a rischio la competitività dei produttori di acciaio sui mercati internazionali. Da allora la situazione ha continuato ad aggravarsi, come dimostra la performance di due dei maggiori produttori siderurgici australiani, BlueScope e Arrium (in precedenza Onesteel):
Nei 6 mesi fino al 31 dicembre 2011, BlueScope ha riportato perdite per 523,7 milioni di Dollari australiani (le perdite stimate al 30 giugno 2012 sono pari a 1 miliardo di Dollari australiani); l'azienda ha così annunciato una riorganizzazione totale del proprio business che prevede il ritiro dal mercato siderurgico dell’export a causa delle gravi perdite e la chiusura di alcuni importanti stabilimenti di produzione, tra cui l'altoforno di Port Kembla. L’azienda ha deciso di concentrarsi unicamente sul mercato siderurgico interno e di incrementare la propria presenza nel settore dell'edilizia tramite una joint venture con Nippon Steel Corporation che coinvolge le divisioni asiatica e nordamericana della BlueScope.
Arrium ha annunciato una perdita societaria netta di 74 milioni di Dollari australiani nei 6 mesi fino al 31 dicembre 2011, indicando tra le cause il calo registrato dalla propria divisione Litesteel Technologies sul mercato statunitense e australiano. Arrium si sta sempre più spostando dal tradizionale business di produzione e distribuzione di acciaio, rivolgendosi oggi ai mercati internazionali dell’estrazione e fornitura di materiali tramite tre divisioni di business focalizzate su estrazione, prodotti per l’estrazione e acciaio/riciclaggio.
Atradius ha una notevole esposizione nei confronti dei grossisti australiani di acciaio, trattandosi di un sotto-settore a cui abbiamo concesso copertura per molti anni, e abbiamo familiarità con le principali imprese del comparto. Sebbene alcune imprese minori siano state estromesse da questo sotto-settore altamente competitivo, non abbiamo assistito a fallimenti importanti nel corso degli ultimi due anni. Manteniamo tuttavia un atteggiamento cauto e valutiamo la concessione di copertura analizzando i bilanci d’esercizio più recenti.
MINERALI
Estrattivo: attenzione al prezzo dei metalli
Dalla nostra ultima analisi del novembre 2011, i prezzi della maggior parte dei metalli (tra cui nickel, rame e minerale di ferro) e del carbone hanno registrato una contrazione. L’effetto congiunto del continuo aumento delle forniture e dell’incertezza del clima economico globale aumenta il rischio di un’ulteriore tendenza al ribasso per quanto riguarda il prezzo di metalli e materie prime nel prossimo futuro. Sebbene la maggior parte delle imprese minerarie australiane continui a beneficiare di un buon livello dei profitti, i produttori sono molto vulnerabili al calo dei prezzi delle materie prime, come dimostra il caso di Kagara, una società quotata in Borsa operante nell’estrazione di zinco e rame e recentemente sottoposta ad amministrazione.
Riportiamo di seguito un aggiornamento in materia di prezzi dei principali metalli e materie prime che interessano le imprese minerarie a cui Atradius concede copertura assicurativa:
Nickel:
Secondo uno studio del BREE - Bureau of Resources and Energy Economics (Ufficio delle risorse e dell’economia energetica), dal febbraio di quest’anno il prezzo del nickel ha subìto un calo costante dovuto al clima di incertezza dell’economia mondiale. Nel 2° trimestre dell’anno il prezzo del nickel dovrebbe pertanto attestarsi intorno ai 16.900 Dollari/tonnellata, mentre per l’intero 2012 il prezzo previsto dovrebbe essere pari a circa 17.500 Dollari/tonnellata. Una delle cause del calo dei prezzi è da attribuire all'aumento delle giacenze (+19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) che toccheranno le 205.000 tonnellate, pari a 6,5 settimane di consumo. Nel 2013 i prezzi dovrebbero tuttavia tornare ad aumentare, attestandosi intorno ai 19.400 Dollari/tonnellata, grazie soprattutto alla prevista crescita del consumo di nickel da parte delle industrie di raffinazione.
Rame:
Secondo i dati del BREE - Bureau of Resources and Energy Economics, il prezzo del rame ha registrato un decremento passando dagli 8.580 Dollari/tonnellata nel mese di aprile 2012 ai 7.520 Dollari/tonnellata alla fine di maggio. Per il 2012, i prezzi del rame dovrebbero attestarsi a circa 7.860 Dollari/tonnellata, con un calo dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, soprattutto a causa del basso consumo previsto dovuto alla concorrenza da parte dei produttori cinesi e alla crisi dell'Eurozona. I prezzi del rame dovrebbero registrare un ulteriore decremento del 3% nel corso del 2013, in quanto la crescita dei livelli di produzione mondiale di rame raffinato sarà probabilmente maggiore rispetto alla crescita del consumo, con la conseguente spinta dei prezzi verso il basso.
Zinco:
Il calo del prezzo dello zinco nel primo semestre del 2012 rispecchia la tendenza riscontrata per gli altri metalli di base ed è da attribuire al clima di incertezza economica nell’Unione Europea e, seppure in misura minore, alla Cina. Nel 2012 i prezzi dello zinco dovrebbero attestarsi a 1.980 Dollari/tonnellata, con un calo del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come conseguenza del basso consumo di zinco dovuto al rallentamento della crescita economica nei mercati principali ed emergenti (Fonte: BREE – Bureau of Resources and Energy Economics). Con l’apertura di nuovi siti estrattivi, anche la produzione di zinco dovrebbe registrare un aumento maggiore rispetto al consumo.
Nel 2013, i prezzi dello zinco dovrebbero riportare un aumento del 4% rispetto all'anno precedente (attestandosi a 2.060 Dollari/tonnellata) grazie alla crescita del consumo mondiale ed all'espansione del mercato.
Minerale di ferro:
Secondo i dati del BREE – Bureau of Resources and Energy Economics, nel primo trimestre del 2012 i prezzi F.O.B. del minerale al 62% di ferro si sono attestati a 135 Dollari/tonnellata, con un aumento del 4% rispetto al trimestre precedente. L’aumento è stato dovuto principalmente all'interruzione delle forniture provenienti da Australia Occidentale e Brasile a causa del maltempo e agli acquisti a stock da parte della Cina.
Nel 2° trimestre 2012, i prezzi di mercato si sono mantenuti intorno ai 135 Dollari/tonnellata, mentre per l'intero 2012 i prezzi contrattuali dovrebbero attestarsi a 136 Dollari/tonnellata. Si prevede un moderato calo dei prezzi nel 2013 (131 Dollari/tonnellata) a causa dell’aumento delle forniture da parte di Australia e Brasile e al rallentamento della crescita della domanda interna.
CARBONE METALLURGICO:
Nel 2012 i prezzi contrattuali del carbone da coke di alta qualità dovrebbero attestarsi intorno ai 221 Dollari/tonnellata, per poi subire un rallentamento moderato nel 2013 grazie all’aumento delle forniture da parte di Australia, Canada, Mongolia e Mozambico (Fonte: BREE - Bureau of Resources and Energy Economics).
CARBONE TERMICO:
Secondo il BREE – Bureau of Resources and Energy Economics, lo scorso mese di giugno i fornitori giapponesi di energia elettrica hanno fissato il prezzo contrattuale del carbone termico a 115 Dollari/tonnellata per l’anno fiscale giapponese 2012 (vedere fig. 1), con un calo di circa il 12% rispetto al prezzo del 2011. In linea con il rallentamento della crescita economica in Cina, India e Unione Europea, il prezzo di mercato del carbone termico è inferiore di circa 30 Dollari/tonnellata rispetto al prezzo contrattuale del 2012. Il grafico sottostante mostra l’evoluzione del prezzo del carbone termico australiano (F.O.B. Newcastle/Port Kembla) nel periodo luglio 2007-marzo 2012 (Dollari/tonnellata).
Sebbene la nostra copertura assicurativa nel paese includa anche altri settori di utilizzo del metallo (come le fonderie), l'industria mineraria rappresenta il comparto di maggiore esposizione. Il nostro approccio assicurativo nei confronti dell’industria mineraria si mantiene per il momento rilassato nonostante il recente calo dei prezzi delle materie prime. Poiché i prezzi sono solitamente soggetti a oscillazioni, prima di adottare un approccio più rigido nei confronti del comparto aspettiamo che si instauri una reale tendenza, come avvenne nel 2008 quando un rapido calo del prezzo dei metalli portò al fallimento di alcune imprese minerarie. Manteniamo pertanto la massima attenzione sulle oscillazioni del prezzo dei metalli così da prevedere eventuali fallimenti: ad esempio, nella valutazione dell’idoneità di un acquirente, compariamo il costo operativo per l’estrazione del metallo con il suo attuale prezzo di mercato.
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