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Febbraio 2010

 

Nuovi incentivi per rivitalizzare il mercato del lavoro

La Svizzera è stata meno colpita dalla crisi globale rispetto ad altri paesi industrializzati, dato che alcuni importanti settori di esportazione, come quello farmaceutico, sono meno dipendenti dalla volatilità economica, e anche perché l’economia nazionale non è stata direttamente colpita da un brusco deterioramento dei prezzi residenziali/immobiliari.
Le previsioni sono state riviste al rialzo negli ultimi due mesi: secondo la Segreteria di Stato per gli Affari Economici (SECO), il PIL subirà una contrazione del 1,6% nel 2009 (rispetto alle stime di -2,7% di giugno 2009). Tuttavia, la disoccupazione rimane elevata, con una percentuale del 4,4%. Dopo il lancio di due pacchetti di incentivi, a novembre 2008 (per un totale di 982 milioni di franchi svizzeri) e a febbraio 2009 (per un totale di 710 milioni di franchi svizzeri), diretti principalmente a sostenere il settore edile e a migliorare le infrastrutture, alla fine del 2009 è stato introdotto un terzo pacchetto, per 300 milioni di franchi svizzeri, destinato al mercato del lavoro.  
Molte società danneggiate dalla riduzione degli ordini iniziata alla fine del 2008 inizio del 2009, hanno successivamente esaurito le risorse finanziarie e sono state costrette a dichiarare fallimento nel corso dell’ultimo anno. Complessivamente, nel 2009, sono fallite 5.100 società, un aumento percentuale pari a 26,7% rispetto al 2008.
Dicembre ha fatto registrare il numero record di 558 fallimenti. Mentre nel primo semestre 2009 sono state principalmente le società dipendenti dalle esportazioni e del settore finanziario ad essere in difficoltà, il quadro è cambiato nel secondo semestre, che ha visto invece fallire diverse attività del settore retail, dell’artigianato e del settore ristorazione e ricettività.
Questo dato non costituisce una sorpresa per noi, che nell’edizione di settembre del Market Monitor avevamo previsto che la crescente disoccupazione avrebbe depresso i consumi privati e, di conseguenza, danneggiato quelle industrie nella seconda parte dell’anno. Secondo Dun & Bradstreet, le società finanziarie hanno fatto registrare livelli record di fallimenti nel 2009 (107% su base annua/223 società), mentre alcuni settori hanno, in effetti, visto una riduzione: nel caso del settore del legno e dell’arredamento, una riduzione di -6,3%.
Dopo un netto deterioramento all’inizio del 2009, la condotta in materia di pagamenti è migliorata nel secondo semestre dell'anno, ma abbiamo comunque registrato un elevato tasso di ritardi nei pagamenti nei settori dell’auto e tessile.
In generale, né le società, né le banche svizzere prevedono un grave peggioramento delle condizioni di credito – o una stretta creditizia – per il futuro. Tuttavia, alcune industrie, come quella metalmeccanica, dei fornitori del settore dell’auto e il settore edile, potrebbero dover affrontare un congelamento della liquidità.  Prevediamo che le condizioni di credito diventeranno più restrittive in seguito alla pubblicazione dei bilanci annuali del 2009, semplicemente perché, in molti casi, questo porterà alla riduzione del rating delle società interessate. La conseguenza sarà che il costo del credito aumenterà, i periodi di credito si accorceranno, le linee di credito saranno ridotte e i finanziatori richiederanno maggiori garanzie.

 

Una ripresa modesta con qualche rischio

Nel 2010 prevediamo una ripresa modesta, basata sui consumi interni (si stima un aumento dei consumi privati dello 0,9%) e un aumento delle esportazioni, grazie alla ripresa della crescita nei principali mercati di esportazione della Svizzera – Germania, Francia e Stati Uniti. Nonostante ciò, il ritmo di ripresa potrebbe rallentare nel corso dell’anno, con la progressiva scadenza degli incentivi concessi in Svizzera e in altri paesi. La SECO prevede una crescita del PIL dello 0,7% quest’anno, mentre la disoccupazione dovrebbe attestarsi al 4,9% (cfr. grafico), cosa che potrebbe avere ripercussioni sui consumi privati nel corso dell’anno.
Non si prevede una ripresa reale e duratura prima del 2011. Molte società attualmente non hanno ordinativi, ovvero le loro prospettive di acquisire nuovi ordini non sono buone. Questo ridurrà gli investimenti complessivi, almeno per il momento, poiché le società si limitano agli investimenti necessari per le sostituzioni. Prevediamo una stabilizzazione dei fallimenti, o una loro leggera riduzione rispetto al 2009.

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