Spagna

Gennaio 2010
La recessione migliora
Mentre quasi tutte le economie principali mostrano segnali di ripresa, la Spagna sembra sul punto di fine discesa e risalita dopo il grave peggioramento nei primi mesi del 2009. Sebbene gli indicatori principali di attività economica e occupazione rimangano negativi, la recessione ha cominciato a rallentare e sembra che il terzo trimestre del 2009 sia stato il punto di svolta nel declino dell’economia spagnola. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, la contrazione del PIL è stata solo dello 0,3%, trimestre su trimestre, rispetto all’1,1% del secondo trimestre e all’1,6% del primo. L’impatto negativo della riduzione della domanda interna sulla crescita complessiva si è anch’esso mitigato nel terzo trimestre, grazie alle misure fiscali di stimolo e al miglioramento dei consumi delle famiglie.
L’indice dei prezzi al consumo è rimasto negativo, su base annua, tra marzo e ottobre 2009. A novembre, è diventato nuovamente positivo – con uno 0,3% - spinto principalmente dall’aumento dell’1,9% dei prezzi dell’energia.
Uno dei principali ostacoli alla ripresa in Spagna potrebbe essere il crescente debito pubblico. La combinazione di una marcata riduzione del gettito fiscale (-20,9% su base annua), dell’aumento della spesa per i sussidi di disoccupazione (24,7% su base annua) e delle misure pubbliche anti crisi ha fatto salire il deficit fiscale al 7% del PIL. Il governo prevede di ridurre tale deficit al 3% entro il 2013.
Il panorama commerciale rimane problematico, con ritardi frequenti nei pagamenti e fallimenti. Secondo i nostri dati preliminari, basati sulle cifre pubblicate dalla Gazzetta Ufficiale Spagnola (Boletín Official del Estado), prevediamo 1.564 fallimenti nel quarto trimestre del 2009, con un peggioramento del 33% rispetto al trimestre precedente, ma ancora al di sotto del picco di fallimenti registrato nel secondo trimestre del 2009.
A novembre, il Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate in Spagna è crollato rispetto al mese precedente. Anche se generalmente hanno fatto registrare una riduzione, i livelli attuali di EDF in Spagna rimangono ancora ad un livello più che doppio rispetto all’estate del 2008, indicando ancora un alto rischio di fallimenti tra le società quotate.
Migliora la tendenza dei mancati pagamenti.
Rispetto alla nostra ultima analisi Market Monitor di ottobre, ci sono ulteriori segnali di un’inversione di tendenza per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti da parte delle aziende. Nel terzo trimestre del 2009 il valore mediano degli inadempimenti era aumentato del 54% anno su anno, secondo l’Indice degli Inadempimenti di Atradius Crédito y Caución, prolungando così la tendenza discendente rispetto al valore massimo toccato nel quarto trimestre del 2008 (cfr. grafico sotto). Questo indica anche che le società spagnole continuano ad adattarsi all’ambiente ostile, esercitando controlli più stringenti sulla gestione del credito.
Un ulteriore miglioramento, per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti nel 2010, dipenderà in gran parte dalla forza della prevista ripresa e dal fatto che le società ottengano accesso sufficiente al credito bancario, in modo da poter finanziare la rigenerazione delle proprie attività.
Andamento principali settori
Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
Il settore dell’auto, una delle colonne portanti dell’economia spagnola, è stato il più colpito dalla crisi tra il terzo trimestre del 2008 e maggio 2009, anche se le prestazioni positive nei primi sei mesi del 2008 hanno potuto attenuare parzialmente gli effetti negativi della crisi sulla produzione, l’ esportazione e la fabbricazione di componenti per auto.
Il mercato interno si è indebolito in conseguenza del deterioramento della fiducia dei consumatori, con l’aumento della disoccupazione e la ridotta disponibilità di credito al consumo. Il crescente numero di nuove immatricolazioni di auto private da settembre 2009, rispetto al 2008, è dovuto unicamente al sostegno diretto/incentivi alla vendita di auto concessi dallo stato, dai governi regionali e dai costruttori stessi. In controtendenza però, la situazione per i settori delle auto aziendali e dei veicoli commerciali continua a peggiorare a causa della mancanza di tali incentivi di vendita e di finanziamenti – e a causa del peggioramento della situazione generale. I fornitori del settore hanno avuto gli stessi problemi dei produttori. Tra ottobre 2008 e ottobre 2009 più di 25 stabilimenti sono stati costretti a chiudere i battenti e un notevole numero di creditori dei fornitori del settore auto hanno dovuto avanzare istanza di fallimento.
Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
I ritardi e gli inadempimenti nei pagamenti in questo settore hanno raggiunto il valore massimo nel 2008, ma la situazione è migliorata nel corso del 2009, anche se non sono stati registrati miglioramenti per quanto riguarda la condotta in materia di pagamenti fino ad aprile 2009. I fallimenti sono calati dopo marzo 2009 – sia per quanto riguarda i numeri sia per quanto riguarda i volumi.
A cosa dovrebbero prestare attenzione le società che vendono prodotti a questo settore?
Oltre ad esaminare la solvibilità e la condotta in materia di pagamenti dei clienti, i fornitori dovranno prendere in considerazione anche i sotto-settori – ad esempio i produttori di auto per uso privato, di veicoli commerciali o di ricambi/componenti per auto. Questi ultimi sono i più vulnerabili, a causa dell’alto grado di dipendenza dai produttori di auto e dalle loro (mutevoli) strategie commerciali. I problemi principali riguardano principalmente le società con una produzione di nicchia e una forte concentrazione su pochi clienti.
Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve (6 mesi) per il settore?
I programmi di rottamazione e gli incentivi lanciati da molti paesi europei hanno portato una certa ripresa nel settore dell’auto spagnolo nella seconda metà del 2009, ma sussistono ancora le incertezze riguardo al futuro di alcuni degli stabilimenti di produzione spagnoli. Tuttavia, come per l’industria nazionale dell’auto in altri paesi europei, il settore auto spagnolo dipende pesantemente da programmi e solo se questi rimarranno validi sarà possibile garantire una ripresa costante.
Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
Oltre alla caduta generalizzata della domanda internazionale, il forte deterioramento nel settore edile e il declino delle attività nei settori dell’auto e dell’elettronica hanno influito negativamente sul settore metallurgico e dell’acciaio in Spagna. È stato necessario ridimensionare gli inventari e la produzione per adeguarli alla riduzione della domanda, ma, con l'attuale ripresa in corso dell’economia globale e del settore dell’auto (sostenuta dagli incentivi), il settore ha fatto registrare qualche miglioramento negli ordini in corso, con un aumento della domanda di metalli e acciaio nell’ultimo trimestre del 2009.
Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
I ritardi e gli inadempimenti nei pagamenti in questo settore hanno raggiunto il picco massimo tra il quarto trimestre del 2008 e il primo trimestre del 2009. Da allora, c’è stato un miglioramento per entrambi. I fallimenti in questo settore sono stati massimi nei primi quattro mesi del 2009 e da allora si è instaurata una tendenza discendente per numeri e per volumi.
A cosa dovrebbero prestare attenzione le società che vendono prodotti a questo settore?
Il settore metalli/acciaio è strutturalmente dipendente dalle prestazioni economiche globali, specialmente data la domanda (attualmente ridotta) dei settori dell’auto, edile e dell’elettronica. Di conseguenza, oltre a controllare la capacità di credito delle singole società del settore dei metalli/acciaio, i fornitori faranno bene a tener conto anche dello stato e delle prospettive dell’economia in generale.
Inoltre, le dimensioni di una società in questo settore possono influire sulla sua solvibilità. Le società con meno peso sul mercato spesso non hanno potere contrattuale sufficiente nelle trattative con i clienti, il che le rende vulnerabili agli aumenti dei prezzi delle materie prime, che non possono scaricare sui clienti.
Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve (6 mesi)?
Poiché non sembra probabile una ripresa generale a breve e medio termine nel settore edile, qualsiasi aumento della domanda di metalli e acciaio dipenderà dalla ripresa nel settore dell’elettronica e dalla continuazione della ripresa per l’industria dell’auto – quest’ultima legata agli incentivi dei governi. Molte società in questo settore già nel 2008/9 hanno allineato le strutture di produzione (personale e stabilimenti di produzione) alle nuove condizioni di mercato, sperando in prestazioni migliori nel 2010.
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