Spagna
Aprile 2010
Scendono i ritardi nei pagamenti
L’economia spagnola continua per la sua strada verso una sia pur graduale e lenta ripresa. Nonostante gli indicatori principali di attività economica e occupazione rimangano negativi, la recessione ha iniziato a rallentare dopo il terzo trimestre 2009. Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, nell'ultimo trimestre del 2009 il PIL ha subito una contrazione pari solo allo 0,1%, su base trimestrale, rispetto allo 0,3% nel terzo trimestre e all’1,1% nel quarto trimestre, il che segnala la possibile fine della recessione tecnica entro i prossimi mesi. I consumi delle famiglie, dopo aver fatto registrare una riduzione del 5% su base annua nel terzo trimestre 2009, sono migliorati dello 0,3% nell'ultimo trimestre rispetto al terzo trimestre - grazie soprattutto agli incentivi fiscali. Un problema persistente è la disoccupazione. Nonostante la crescita rallentata degli ultimi mesi, la disoccupazione è ancora a livelli molto elevati - 18,8% - e non si prevedono cambiamenti nell'immediato futuro. Per risolvere i problemi strutturali del mercato del lavoro, il governo progetta ora delle riforme in questo settore. Un altro grave impedimento alla ripresa della Spagna è un deficit pubblico estremamente elevato - pari all’11,4% del PIL nel 2009 – in conseguenza dell’aumento della spesa per i sussidi di disoccupazione e le misure anticrisi.
Nonostante ciò, rispetto all’ultima analisi Market Monitor di gennaio, ci sono indicazioni di un cambiamento per quanto riguarda i ritardi nei pagamenti delle società spagnole. Nell’ultimo trimestre del 2009 il valore mediano degli inadempimenti è sceso del 8.9% anno su anno, secondo l’Indice degli Inadempimenti di Atradius Crédito y Caución. Si tratta della prima riduzione, su base annua, dall’inizio della crisi economica, anche se va ricordato che, dato che gli inadempimenti nei pagamenti avevano raggiunto il picco nel quarto trimestre del 2008, il tasso di default è ancora alto (cfr. grafico successivo). Nonostante ciò, la tendenza discendente continua.
I fallimenti societari diminuiscono, ma rimangono comunque numerosi
Le società spagnole sono ancora su un versante pericoloso, a causa delle condizioni avverse per quanto riguarda le insolvenze. Tuttavia, i nostri dati, basati sulle cifre pubblicate dalla gazzetta Ufficiale di Stato (Boletín Official del Estado), evidenziano 1.530 fallimenti nel primo trimestre 2010 – 2,9% in meno rispetto al trimestre precedente e inferiori al picco del secondo trimestre 2009.
A febbraio 2010, il Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate in Spagna è sceso di un punto base rispetto al mese precedente, ma è comunque più alto rispetto ai valori toccati tra luglio 2009 e gennaio 2010, in cui l’EDF mediano della maggior parte delle economie europee si è ridotto significativamente. I livelli attuali di EDF in Spagna rimangono ancora ad un livello più che doppio rispetto all’estate del 2008, indicando ancora un alto rischio di fallimenti tra le società quotate.
Le limitazioni di accesso ai finanziamenti bancari impediscono a molte società spagnole di finanziare le partite correnti e migliorare la propria situazione finanziaria generale. Questa è una delle principali cause di molti fallimenti, che, in nove casi su dieci, si concludono con la liquidazione della società, e questa situazione perdurerà fintantoché l’accesso al credito rimarrà limitato. Secondo la Banca Centrale Europea, di tutte le principali economie dell’area Euro, la Spagna ha il tasso più elevato di richieste di prestito respinte da parte di PMI, e la Banca Centrale spagnola ha segnalato che i nuovi finanziamenti bancari alle aziende sono scesi del 28%, su base annua, a gennaio 2010.