Romania
Maggio 2009
L'ambiente economico
L’economia rumena ha avuto un brusco arresto, dopo gli alti tassi di crescita registrati negli anni passati e che erano stati ottenuti con un accumulo eccessivo di indebitamento in valuta estera nel settore privato. Solo lo scorso anno l’economia ha fatto registrare una crescita del 7,1% ma quest’anno il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita negativa del 4%. La disoccupazione sta salendo rapidamente e anni di politiche fiscali permissive hanno creato un’economia nazionale fragile e sbilanciata. Finanziamento pubblico insufficiente, alto deficit delle partite correnti e gli sconvolgimenti dei mercati globali hanno portato all’indebolimento del leu, che è già stato svalutato nei confronti dell’euro e del dollaro. Per contrastare il crollo dei flussi di capitali in entrata e la bilancia fiscale con l’estero, la Romania ha accettato un considerevole prestito di ricapitalizzazione di 20 miliardi di euro dal FMI e dall’UE.È probabile un’ulteriore svalutazione del leu, che costituisce un’ulteriore minaccia per il settore privato fortemente indebitato in valuta estera e per gli importatori, e che rende più difficile per le società estere competere in questo mercato. In febbraio il deficit commerciale è sceso del 51,2%, a causa di una brusca caduta delle importazioni rispetto alle esportazioni.
Nonostante gli alti tassi di crescita nel 2008, l’economia mostrava già segni di indebolimento. Il numero dei fallimenti nel 2008 è stato di 14.157: un aumento del 126% rispetto al 2007. Si prevede che tale cifra possa raddoppiare o addirittura triplicare quest’anno. Il numero di ritardi segnalati nei pagamenti è aumentato rapidamente, di oltre il 500% rispetto ai primi mesi del 2008. In particolare, per le società che si affidano in modo massiccio ai finanziamenti bancari risulta ora difficile effettuare pagamenti, in quanto il credito bancario si è esaurito.
Previsioni
Le prospettive a breve termine per la Romania sono molto negative, poiché si prevedono un’ulteriore crescita della disoccupazione e il crollo della domanda interna. La produzione industriale è scesa dell’11,6% nei primi due mesi di quest’anno, e la Renault ha appena annunciato la decisione di spostare parte della produzione in Francia, per salvare posti di lavoro in patria. La crisi economica globale potrebbe indurre altri importanti investitori esteri a prendere decisioni analoghe, che contribuirebbero significativamente ai problemi economici della Romania.Come già detto, il numero dei fallimenti è già elevato, e probabilmente aumenterà ancora. In questo contesto, possiamo solo raccomandare la massima cautela nell’offrire crediti commerciali alle società rumene nei prossimi mesi. Il rischio è particolarmente elevato in settori come l’edilizia e la metallurgia, ma ci sono rischi considerevoli anche in tutti gli altri settori commerciali, specialmente quando si tratta di società con alti tassi di indebitamento finanziario.
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