Portogallo
Marzo 2010
Il grave deterioramento dell’economia continua
Nel terzo trimestre 2009 il PIL è cresciuto dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, grazie soprattutto ai pacchetti di stimolo varati dal governo alla fine del 2008 e ai bassi tassi di interesse, che hanno contribuito a generare livelli di attività più elevati. Nonostante ciò, la situazione macroeconomica rimane estremamente debole e la strada che porta ad una crescita più sostenibile per il Portogallo è ancora piena di incertezze. L’economia è penalizzata da un elevato deficit di bilancio, mentre i problemi strutturali, come la bassa competitività in termini di specializzazione e salari, la debole produttività, l’aumento della disoccupazione e la diminuzione degli ordini esteri e nazionali, hanno soffocato le attività economiche, e non accennano a sparire. In generale, i rischi commerciali – mancata redditività, ritardi nei pagamenti, aumento dei livelli di fallimenti aziendali – rimarranno ancora fonte di preoccupazione.
L’attuale crisi si è diffusa rapidamente in tutti i settori industriali e commerciali. Secondo l’Ufficio di Statistica del Portogallo, il volume d’affari totale è diminuito del 12,5% nel 2009 (+1% nel 2008) e la produzione industriale è scesa del 9,9% (-4% nel 2008). Le esportazioni sono scese del 12,1% nel 2009, principalmente a causa dell'attuale recessione in Spagna, che costituisce il principale mercato di esportazione della Spagna, e della debolezza della domanda da parte degli altri paesi europei. Sebbene la condotta in materia di pagamenti delle società portoghesi sia migliorata nell’ultimo trimestre del 2009, la percentuale per l’anno è la peggiore tra quelle dei sei paesi europei principali confinanti (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e GB), e anche peggiore della performance portoghese per il 2008. Con le piccole e medie imprese portoghesi ancora penalizzate dalle difficoltà che incontrano a causa delle condizioni di credito e la difficoltà di accedere a nuovi finanziamenti, i rischi nei pagamenti dovrebbero rimanere elevati quest’anno. I fallimenti societari sono aumentati del 61% anno su anno nel 2009, con un totale di 4.992 casi segnalati, rispetto ai 3.113 del 2008. Questo deterioramento è stato particolarmente evidente nella seconda metà del 2009.
Prospettive difficili per i settori principali
Tra gennaio e settembre 2009, i fallimenti nell’industria dei servizi (retail, turismo, trasporti, agenzie viaggi) sono aumentati del 144% su base annua. Il settore ha continuato ad essere fortemente penalizzato dal crollo dei consumi privati e dalla riluttanza delle banche a fornire credito al consumo. Tale riluttanza è probabilmente dovuta, in parte, all’aumento del 34% degli inadempimenti nel credito al consumo nel 2009: il livello più alto mai raggiunto negli ultimi 30 anni. Prevediamo che i problemi in questo settore continueranno almeno nel medio periodo.I fallimenti nel settore edile sono aumentati del 19% su base annua nei primi nove mesi del 2009. Molte società del settore hanno un alto tasso di indebitamento e detengono asset attualmente svalutati. Sia l’attuale situazione di mercato, sia le prospettive di settore scoraggiano le banche dal fornire prestiti.
Nel 2009 i fallimenti nel settore tessile sono scesi del 30% anno su anno. Il settore è stato in crisi profonda negli ultimi due anni, a causa della perdita di concorrenzialità. Le società di settore sono generalmente tra le più lente a pagare, con ritardi nei pagamenti che vanno da 30 a 60 giorni oltre la scadenza. Molte attività del settore tessile soffrono per la scarsa liquidità, e prevediamo che la loro situazione peggiorerà, a causa dell’inasprimento delle condizioni di credito da parte delle banche e della riduzione dei sussidi di stato.
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