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Febbraio 2010

 

Polonia, l’unico paese UE che ha fatto registrare una crescita economica nel 2009

La Polonia è stato l’unico paese dell’UE a far registrare una crescita economica, dell’1,7%, lo scorso anno, secondo le stime preliminari dell’Ufficio Nazionale di Statistica polacco. Gli elevati consumi interni sono stati il principale motore di questo sviluppo, poiché la disoccupazione ha continuato a diminuire negli ultimi due anni, e quindi tanto le famiglie quanto le società sono, in generale, meno indebitate rispetto ad altri paesi. A novembre 2009 c’è stato un picco di disoccupazione dell’8,8%, dovuto a oscillazioni stagionali, ma l’aumento salariale medio (+7,3% a dicembre 2009, rispetto al mese precedente) indica un mercato del lavoro relativamente stabile.

Anche se tanto le esportazioni quanto le importazioni sono diminuite negli ultimi 12 mesi, le esportazioni hanno comunque superato le importazioni. Gli esportatori polacchi continuano a trarre vantaggio dalla debolezza dello zloty, specialmente nei settori e nei mercati in cui i prezzi fanno la differenza, che compensa in parte la riduzione generale della domanda estera. Tuttavia, lo zloty ha fatto registrare una tendenza all’apprezzamento dalla fine del 2009, e prevediamo quindi un ulteriore rafforzamento nei confronti di dollaro ed euro nel 2010.

Per una società polacca media, il problema principale è la liquidità, dovuta all'accumulo dei ritardi nei pagamenti che creano un effetto domino su tutta la catena di fornitura. Nei prossimi mesi gli effetti negativi dei ritardi e degli inadempimenti nei pagamenti si faranno sentire negli stessi settori colpiti nel 2009: distribuzione dell’acciaio, costruzioni in acciaio, materiali da costruzione, trasporti e elettronica di consumo. Anche il settore retail è stato penalizzato dalle deludenti spese natalizie dei consumatori, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’elettronica per la casa.

 

Le società devono soddisfare criteri più stringenti per la concessione di prestiti

Prevediamo ancora un aumento del numero di fallimenti nel 2010, soprattutto nell’industria dell’acciaio, dei materiali da costruzione ed edile, i settori tradizionalmente più esposti ai ritardi nei pagamenti. Il settore edile è stato pesantemente colpito dalle condizioni meteorologiche avverse degli ultimi mesi. Al contrario, l’industria farmaceutica e l’agroalimentare sono i settori più stabili.

Le società polacche devono comunque affrontare trattative difficili con le banche per l’estensione di linee di credito, e molte sono afflitte da pesanti fardelli finanziari, poiché le banche cercano di rafforzare i propri bilanci. Le banche, inoltre, sembrano riluttanti a lavorare con i settori “critici” verso i quali stanno regolarmente riducendo l’esposizione. Ci preoccupa inoltre l’effetto che i bilanci societari certificati per il 2009 avranno sulle decisioni delle banche in merito alla proroga delle linee di credito esistenti e sui costi del capitale. Anche i crediti al consumo saranno penalizzati da condizioni più gravose.

Consensus Forecasts attualmente prevede una crescita del PIL del 2,2% per il 2010, subordinandola tuttavia alla ripresa delle esportazioni e all’utilizzo di finanziamenti UE per migliorare le infrastrutture (il governo progetta di modernizzare strade e ferrovie e di costruire circa 2.000 km di nuove strade veloci in tempo per i Campionati Europei di Calcio del 2012, che si svolgeranno anche in Polonia). Tuttavia, la disoccupazione crescente e la riduzione della crescita del credito potrebbero inibire ulteriormente la spesa al consumo.

La volatilità della valuta rimane un fattore di rischio. Tuttavia, l’adozione di misure di austerità, miranti a portare il deficit di bilancio (6,9% del PIL nel 2009) al di sotto del criterio di Maastricht del 3% entro la fine del 2012, annunciata recentemente dal primo ministro polacco, Donald Tusk, ha migliorato la situazione agli occhi degli investitori internazionali e ha rafforzato la valuta.  Se il governo riuscirà a contenere il deficit fiscale dipende in gran parte dai risultati delle elezioni presidenziali di quest’anno. A seconda che la scelta dei polacchi cada su un presidente liberale o conservatore, i necessari cambiamenti legislativi potrebbero essere bloccati dal veto presidenziale (in passato, l’attuale presidente conservatore Lech Kacynski ha più volte bloccato le riforme economiche).

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