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Messico

 


Gennaio 2010

 

La caduta del PIL rallenta verso la fine del 2009 

Secondo l’ufficio di statistica messicano (INEGI), il PIL del Messico ha continuato a contrarsi nel terzo trimestre del 2009 (-6,2%), anche se in misura minore rispetto ai trimestri precedenti (Q1: -7,9%, Q2: -10,1%).
In conseguenza della recessione, la disoccupazione è aumentata ancora ad ottobre 2009 – al 7% - (6,2% ad agosto 2008): si tratta dell’aumento più consistente degli ultimi 13 anni, ma ad un livello ancora basso in relazione all’alta proporzione di attività informali. L’indice di fiducia dei consumatori ha continuato a scendere a novembre – attestandosi a 78,2: il secondo valore più basso del 2009.

Si prevede una diminuzione delle rimesse (i fondi che i lavoratori emigrati inviano in Messico e che entrano nel ciclo economico) del 14% nel 2009, rispetto ad una crescita annua media del 16% negli ultimi 10 anni. Il credito al consumo bancario si è ridotto del 20% a novembre 2009, dopo una crescita annua media del 35%, dal 2001 ad oggi. Entrambi questi fattori hanno assorbito una notevole quantità di liquidità dall’economia.

Tutto ciò ha un impatto immediato sulla condotta in materia di pagamenti delle società, che si riflette nel costante aumento del Tasso di Insolvenza (EDF) per le società quotate, da settembre 2008, a livelli mai visti dal 2005. Questo indice ha raggiunto il suo massimo alla fine del primo trimestre del 2009 e successivamente ha evidenziato solo un lieve miglioramento, aumentando nuovamente a ottobre e novembre 2009.

Nel settore edile, la riduzione dell’occupazione, l’aumento dei tassi di interesse e la riduzione della disponibilità di credito hanno portato ad un calo della domanda di abitazioni del 42%. La crisi creditizia sta diminuendo drasticamente la capacità delle imprese di ottenere contributi in capitali a lungo termine per finanziare progetti infrastrutturali.
Nel settore dell’elettronica, il volume totale delle richieste di produzione era migliorato alla fine del 2009, ma i livelli sono ancora leggermente al di sotto delle cifre del luglio 2008. La fiducia dei consumatori rimane scarsa e il settore non si fida ancora di effettuare importanti investimenti di capitali.

Il settore dell’auto non si è ancora del tutto ripreso, nonostante i recenti miglioramenti nella produzione. Dipende ancora pesantemente dal mercato USA e la domanda interna rimane ancora limitata. Il sottosettore dell’aftermarket, almeno, continuerà a rimanere stabile.  I pneumatici di importazione non saranno più soggetti a tassa di importazione: un segnale positivo per chi commercia in pneumatici, ma negativo per l’industria nazionale degli pneumatici.

Nel settore tessile, la nostra esperienza nel recupero crediti è stata negativa, a causa della domanda da parte degli USA e del mercato interno, ancora bassa, e della fortissima concorrenza asiatica - sia legale che illegale (più del 56% del mercato dell'abbigliamento è costituito da articoli illegali). Tuttavia, l’industria della calzatura ha fatto registrare recentemente qualche incoraggiante risultato per quanto riguarda le esportazioni. 

 

Modesta ripresa e tassi di cambio meno volatili nel 2010

Si prevede una crescita del PIL attorno al 3% quest’anno. Il Messico ha iniziato il 2010 con una serie di aumenti fiscali sui redditi, beni di consumo e servizi telefonici, oltre che con un aumento dei prezzi dei carburanti, per ridurre un deficit di bilancio che è la conseguenza della crisi finanziaria dello scorso anno e della riduzione della produzione petrolifera. Di conseguenza, si prevede un aumento dell’inflazione al 4,8% nel 2010 (dal 4,1% del 2009).
Il tasso di cambio peso-US$ evidenzia una minore volatilità rispetto ai periodi precedenti e si prevede che si attesti, alla fine dell'anno di esercizio 2010, tra MXN 13,1 - US$ e MXN 13,5 - US$.

Le richieste di risarcimento ricevute da Atradius rimangono elevate. Di conseguenza, vale la pena di notare che l’ottenimento di pagherò cambiari (pagaré, in Messico) è un elemento essenziale per il recupero dei crediti, prima o dopo il pagamento del risarcimento, specialmente considerando che la stragrande maggioranza dei risarcimenti ottenuti riguarda inadempimenti prolungati – vale a dire, il rifiuto di pagare da parte dell’acquirente – e solo molto pochi sono legati ad un fallimento.

 


Andamento principali settori

  • Commercio al dettaglio


Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
L’alto tasso di disoccupazione, che riguarda principalmente la parte nord del Messico, e la paura di perdere il lavoro hanno dissuaso i consumatori dalla spesa negli ultimi mesi. Inoltre, la massiccia riduzione delle rimesse ha avuto un ruolo di primo piano nella riduzione della domanda al consumo. In agosto 2009 il credito al consumo ha fatto registrare una contrazione del 21,3%, anno su anno, che non accennerà a ridursi, a causa dell’aumento della percentuale di crediti inesigibili delle principali banche messicane.
Le catene di supermercati dovrebbero superare la crisi finanziaria meglio dei grandi magazzini e dei negozi specializzati, poiché i consumatori rimandano le spese voluttuarie per prodotti quali abbigliamento o elettronica. Il consumatore messicano tipo viene descritto, al momento, in modalità “Resto a casa”, vale a dire che vi è una tendenza per i consumatori a mangiare a casa piuttosto che al ristorante, e a guardate la TV piuttosto che andare al cinema. Questo cambia le abitudini di spesa voluttuaria e spiega perché le vendite di generi alimentari hanno evidenziato una tendenza positiva nel bel mezzo di una recessione.

Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
Nel 2009 c’è stato un notevole aumento dei ritardi nei pagamenti, causato da un turnover dei crediti più lento e dall’aumento delle sofferenze. Da giugno 2009 il settore bancario (comprese le operazioni di credito bancario/al consumo) ha evidenziato una percentuale negativa di crediti inesigibili, pari al 9,2%.  La Banca Centrale Messicana prevede che le sofferenze aumenteranno ancora e che si protrarranno anche in futuro.  Il recente inasprimento delle politiche di credito ha avuto come conseguenza, per alcuni negozi al dettaglio, una diminuzione dei volumi di vendita. 

A cosa dovrebbero prestare attenzione le società che vendono a questo settore?
Analizzare completamente il ciclo del credito, e prestare particolare attenzione ai crediti e al turnover degli inventari. Controllare attentamente la redditività, dato che molti commercianti al dettaglio vendono a prezzi scontati al fine di movimentare le giacenze. La localizzazione geografica del negozio è un altro fattore da tenere in considerazione, dato che in alcune aree rurali le difficoltà economiche sono più gravi che in altre. Il mix di prodotti in un determinato negozio al dettaglio è molto importante per determinare in che misura l’attività si basa su merci che sono state gravemente colpite dalla crisi economica. E inoltre, è bene valutare i programmi di credito al consumo dell’attività e il loro impatto sulla gestione complessiva.

Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve termine?
Con l’aumento della disoccupazione e con il fatto che la ripresa sia del mercato del credito sia delle rimesse dagli Stati Uniti non sono probabili nel breve periodo, non vediamo alcun reale miglioramento nei prossimi mesi.

  • Chimico


Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
Molti dei principali attori nel settore chimico messicano hanno segnalato una riduzione dei volumi di vendita nel primo semestre del 2009, in conseguenza della crisi, dell’eliminazione degli stock da parte dei clienti e della caduta dei prezzi medi delle sostanze chimiche.
Secondo le ultime cifre per il 2009 pubblicate dall’Associazione Messicana dell’Industria Chimica (ANIQ), la produzione del settore e le vendite nazionali fanno registrare tendenze negative.  I sotto settori delle sostanze chimiche inorganiche (principalmente i settori secondari di cloro e carbonato di sodio), sintetiche, delle fibre artificiali e dei gas industriali sono quelli più colpiti.
La maggior parte dei gruppi chimici ha aumentato i livelli di indebitamento nell’ultimo trimestre del 2008, avendo avuto bisogno di finanziamenti ulteriori per la gestione, le acquisizioni in Messico e Sud America, e per coprire le perdite dovute ai margini bassi e alle fluttuazioni dei tassi di cambio alla fine dell’anno.
Tuttavia, dato che il credito bancario si era esaurito e le spese in conto capitale di tali società, in molti casi, si sono ridotte, il 2009 è stato un anno dedicato al pagamento e/o alla ristrutturazione dei debiti.

Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
Nel 2009, il settore chimico ha dovuto affrontare un significativo aumento dei ritardi nei pagamenti, in quanto molte aziende con forte indebitamento improvvisamente hanno dovuto affrontare il mancato rinnovo, la cancellazione o la riduzione delle linee di crediti bancarie/fornitori, cosa che ha causato alcuni inadempimenti e addirittura fallimenti.
I distributori (molti dei quali nel settore dei fertilizzanti) hanno segnalato alti livelli di giacenze costose, che dovranno essere vendute in perdita a causa del calo del prezzo delle materie prime nel 2009 e della svalutazione del Peso.

A cosa dovrebbero prestare attenzione le società che vendono a questo settore?
Le società altamente indebitate con strutture patrimoniali rischiose hanno più probabilità di inadempimento, dal momento che il sistema finanziario messicano ha irrigidito le proprie politiche di credito. Le società che importano o chiedono prestiti in valute forti dovranno essere valutate più attentamente, a causa della volatilità del Peso.
Inoltre, i fornitori dovranno confermare la validità delle linee di credito e l’adesione ai patti bancari. La consapevolezza di quanto accade nel sotto-settore specifico e nel mercato finale delle società chimiche è altrettanto importante.
Sebbene la maggior parte dei sotto-settori abbia fatto segnare tendenze negative (cfr. sopra), le società chimiche che hanno ottenuto i risultati migliori nel 2009 sono state quelle il cui mercato finale era nel settore alimentare e delle bevande.
I produttori di lubrificanti hanno addirittura realizzato tendenze di esportazione positive. Alcuni settori, come il settore agrochimico, sono solitamente sottocapitalizzati e di conseguenza è necessaria un’analisi più accurata delle loro scorte.

Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve termine?
La nostra opinione su questo settore rimane prudente, in quanto il mercato del credito continua ad essere problematico.  Non prevediamo una ripresa significativa della domanda di breve periodo da parte dei consumatori industriali, che sono i principali destinatari della produzione chimica.