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Aprile 2010

 

Una forte ripresa nel 2010 

Dal punto di vista economico, il 2009 è stato un anno disastroso per il Messico, con la più alta contrazione del PIL registrata negli ultimi 80 anni (-6,8%). Nonostante ciò, il 2010 sarà un anno più favorevole, con previsioni, da parte tanto del FMI quanto dell’Economist Intelligence Unit, di una crescita del PIL tra il 3% e il 4%, mentre altre previsioni ottimistiche parlano addirittura di un aumento tra il 4% e il 5,5%, grazie alla forte ripresa prevista per l’economia statunitense, per i consumi e gli investimenti nazionali.
Data l’elevata dipendenza del Messico dalla domanda americana, le recenti buone notizie sull’economia USA – in particolare, l’aumento del reddito disponibile per i consumatori americani – costituiscono un segnale molto positivo, soprattutto per le società posizionate lungo la frontiera con gli USA – cosiddette “maquiladoras” – molte delle quali, negli ultimi 18 mesi. Il grafico seguente mostra come le esportazioni hanno raggiunto un nuovo picco dall’autunno 2009.

L’indice di borsa messicano segue il Dow Jones, e ha guadagnato il 5,2% in aprile e addirittura il 12,7% rispetto al dollaro americano. Il peso messicano si è rafforzato nei confronti del dollaro (5,54% nel primo trimestre 2010: la migliore performance di primo trimestre), ed è attualmente una delle valute con le prestazioni migliori dell’America Latina.  Per il 2010, si prevede un tasso di cambio tra peso e dollaro pari a 12,8 pesos per dollaro (era 13,8 all’inizio dell’anno). Anche se la Banca Centrale sta vendendo opzioni per 600 milioni di dollari, le riserve rimangono elevate, pari a 95,7 miliardi di US$, il che, unitamente alle aspettative di aumento degli investimenti esteri, e di azioni da parte della banca centrale, sta contribuendo all’ulteriore rafforzamento del peso.
Il tasso di interesse nominale è al 4,50% - rispetto all’8,25% del dicembre 2008 - e la banca centrale ha confermato l’intenzione di mantenere bassi i tassi di interesse nel 2010, per sostenere la ripresa. Tuttavia, la politica monetaria futura dipenderà chiaramente soprattutto dalla crescita e dall’inflazione, con previsioni di crescita per quest’ultima, superiori al 5% nel 2010.
Nonostante i bassi tassi di interesse, le banche sono ancora riluttanti ad erogare finanziamenti, limitando le opzioni di finanziamento delle attività e rendendo costosi i prestiti. Soprattutto per le PMI, ma anche per alcune società di grandi dimensioni, ottenere un prestito bancario o nuove linee di credito, o persino rinnovare le linee di credito esistenti, è molto difficile. 

Nella maggior parte dei casi, vengono aggiunte clausole restrittive e richieste di garanzie. In generale, anche le società grandi e sane non sono in grado ottenere credito a interessi inferiori al 10% e le PMI, anche se riescono ad ottenere finanziamenti, saranno costrette a pagare oltre il 20%. Attualmente, solo il 23,7% delle società dispone di finanziamenti bancari per le proprie attività (17,2% delle PMI e 46,7% delle grandi società). Da registrare come l’indice di fiducia nei settori manifatturieri è cresciuto nei mesi recenti.

Negli ultimi 10 anni, solo 360 società hanno dichiarato fallimento, di cui 16 casi si sono verificati nel secondo semestre del 2008, 21 nel primo semestre del 2009 e 26 nel secondo semestre del 2009. Il 55% di tali fallimenti è stato dichiarato dalla società stessa, mentre nel 45% dei casi è stato involontario. Uno dei motivi per cui ci sono così pochi fallimenti è il tempo necessario affinché il caso iniziale diventi ufficialmente un fallimento – o per respingere l’istanza:  ci vogliono in media 219 giorni – oltre 7 mesi. Inoltre, il problema non sono i fallimenti: il principale motivo di mancato pagamento in Messico è l’inadempimento protratto nel tempo, non l’insolvenza.

 

Le riforme strutturali sono necessarie per una crescita a lungo termine

Considerando la breve ripresa del 2010, bisogna ricordare che questa sarà dovuta in gran parte alla ricostituzione delle giacenze e che, di conseguenza , non sarà sostenibile nel lungo periodo.  Ci aspettiamo dunque un rallentamento della crescita nel 2011 – con risultati attorno al 3%.

Tuttavia, le prospettive di crescita a lungo termine potrebbero migliorare se il governo messicano introducesse le riforme necessarie per rendere più competitive e più produttive le società (ad es. riforme sindacali), sostenere la domanda interna e superare le debolezze strutturali della finanza pubblica.  Il Messico ha una forte dipendenza dal settore energetico e dal corso dei prezzi del petrolio, dato che quest’ultimo è responsabile di circa un terzo delle entrate fiscali.

L’assenza di riforme sufficienti in questo settore (ad es. il permesso per la società statale Pemex di collaborare con investitori privati esteri per prospezioni congiunte) è un’altra fonte di problemi, dato che le riserve si stanno esaurendo e che il Messico non ha la tecnologia necessaria per cercare il petrolio nelle aree marine profonde.  La base imponibile del Messico è molto ristretta, con entrate limitate per lo stato. 

Lo sviluppo dell’economia sommersa dalla fine del 2008 in poi ha aggravato il problema. la nuova IVA, introdotta a gennaio, è molto impopolare e lo stato sta già tornando sui propri passi, poiché molti consumatori preferiscono affidarsi al mercato sommerso, pur di evitare l’imposizione.   Anche la lotta del governo contro il cartello della droga è fonte di notevole insicurezza. Il traffico di stupefacenti, i rapimenti, i furti e gli omicidi sono aumentati negli ultimi due anni, specialmente nelle aree al confine con gli Stati Uniti, e stanno compromettendo sempre più l’economia. 

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