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L'ambiente economico 

La crescita del PIL greco era ancora al 2,4% nel quarto trimestre 2008, ma il periodo era già caratterizzato dalla contrazione del commercio con l’estero, nonostante la crescita delle esportazioni negli anni precedenti. Si prevede ora un crollo della crescita economica a 0,2%-1% nel 2009. La solvibilità della Grecia è diminuita negli ultimi mesi e, a causa di una situazione fiscale tesa, il governo ha qualche difficoltà ad aiutare l’economia con provvedimenti adeguati.

 

Previsioni 

All’inizio della crisi creditizia, si pensava che le banche greche sarebbero rimaste relativamente incolumi, perché i loro portafogli comprendevano pochi prodotti finanziari "esotici". Ora, tuttavia, sembra chiaro che risentono del peso dei notevoli inadempimenti creditizi subiti dalle filiali operanti in Europa Orientale e Sud-Orientale. Di conseguenza, il volume delle sofferenze potrebbe raddoppiare nel 2009.

Resta da vedere quali saranno le prestazioni dei settori chiave, come il turismo (che contribuisce al PIL con una quota del 10%), l’edilizia e il retail, nel corso dell’anno. Nel settore turistico, le prenotazioni anticipate sono già diminuite del 25% rispetto allo scorso anno. Nonostante l’aumento degli investimenti pubblici, le prospettive per l’edilizia sono alquanto sconfortanti. Nel sotto-settore dell’edilizia residenziale, in particolare, ci troviamo di fronte a un notevole inventario di case invendute. Il settore tessile, così come anche il settore alimentare, sono ora gravemente non concorrenziali e presenteranno un numero considerevole di fallimenti.

Dopo la riduzione del 2007, il numero dei fallimenti societari era tornato a salire del 10%, anno per anno, nel 2008, in particolare per quanto riguarda le piccole aziende. Quest’anno si prevede un aumento del 15%. Questo sviluppo si riflette anche nel Tasso di Insolvenza per la Grecia che è passato dallo 0,75% del gennaio 2008 al 5% di febbraio 2009.

In generale, il quoziente di indebitamento finanziario delle società greche è elevato, quindi sussiste un pericolo crescente di problemi di liquidità, a causa dell’irrigidimento delle condizioni di credito e dell’aumento dei costi di rifinanziamento. I fornitori dovrebbero sapere che il deterioramento della condotta dei propri clienti in materia di pagamenti può essere un primo segnale di allarme di una situazione ancora peggiore.

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