Giappone
Febbraio 2010
Il supporto del sistema bancario ha evitato elevate insolvenze
L’economia giapponese sta lentamente recuperando l’intenso deterioramento del sistema economico subito nella prima metà del 2009, grazie in particolare alla crescita delle esportazioni destinate alla regione Asia - Pacifico.
In termini più generali, il FMI prevede che il PIL 2009 registri un risultato negato pari a - 5,7%.
I Fallimenti aziendali sono cresciuti, nel 2009, del 4,9% su base annua. I Settori industriali che maggiormente sono stati coinvolti in questa tendenza sono:
- Acciaio / Metalli (+50% su base annua)
- Macchinari ( +70%)
- Gomma (+88%)
- Pelli / Commercio in generale (+50%)
- Legno e Tessile (+20%)
Tuttavia, la frequenza dei fallimenti è diminuita nella seconda metà del 2009, grazie ad un piano straordinario di garanzie offerte dal governo ed anche al fatto che il sistema bancario ha mantenuto una posizione di sostegno al sistema durante il periodo della crisi.
La “moralità” nei pagamenti in Giappone è molto alta ed è normale per le imprese giapponesi rispettare le scadenze per il pagamento delle fatture. Grazie a questa corretta consuetudine commerciale, tuttavia, la puntualità nei pagamenti non è considerato un elemento necessariamente indicativo dello stato di salute di un’impresa (che può pagare puntualmente i propri fornitori sino al momento in cui si troverà a dichiarare fallimento).
Per molte imprese questi pagamenti puntuali sono stati possibili solamente grazie al sostegno delle banche.
Una previsione fragile per la ripresa
Il FMI prevede per il PIL giapponese un rimbalzo dell’1,3% nel 2010. Tuttavia la ripresa appare ancora debole con molti aspetti non favorevoli da considerare.
La forza dello Yen rispetto alle valute internazionali smorzerà ulteriori sviluppo nelle esportazioni. Il debito pubblico giapponese è cresciuto costantemente negli ultimi anni raggiungendo nel 2008 il 174% del PIL e potrebbe raggiungere nel 2010 il 220%, quale risultato di un nuovo piano di spesa pubblica.
La disoccupazione ha raggiunto il livello record dal dopoguerra (5,1% della forza lavoro a dicembre 2009), il livello dei salari è in diminuzione, le imprese rinviano nel tempo le spese per investimenti ed il rischio di deflazione aumenta, visto che i prezzi al consumo rilevati a dicembre 2009 sono scesi per il decimo mese consecutivo (-1,7%). S&P ha messo in guardia il Giappone, alla fine di gennaio 2010 per un possibile abbassamento del rating (da AA stabile a AA negativo) nel caso in cui i dati economici dovessero rimanere deboli.
Giappone