Germania

Gennaio 2010
La ripresa continua
La Germania ha continuato il suo cammino verso la ripresa, con una crescita approssimativa dello 0,6% nell’ultimo trimestre del 2009, dopo che la produzione era aumentata dello 0,4% nel primo trimestre e dello 0,7% nel secondo trimestre del 2009. La maggior parte degli economisti è moderatamente ottimista per il 2010, con una previsione di crescita per quest’anno tra 1,2 e 2,0%. Questo sottolinea che la ripresa accelererà, anche se non a sufficienza per compensare la gravissima crisi vissuta alla fine del 2008/inizio 2009.
Queste prospettive moderatamente positive si riflettono anche nell’aumento della fiducia nel commercio: il panorama commerciale rilevato dall’IFO per industria e commercio ha continuato a migliorare in dicembre, raggiungendo i 94,7 punti; si è trattato del nono aumento mensile consecutivo. Sia l’attuale situazione economica, sia gli indicatori sono migliorati ancora rispetto ai mesi passati (cfr. grafico seguente). Per quanto riguarda i settori commerciali, i fornitori di energia, prodotti farmaceutici e alimentari considerano la situazione positiva, mentre il settore dei metalli, dell’ingegneria e dell’auto considerano le prospettive difficili. Per il futuro, l’industria chimica prevede sviluppi molto positivi, mentre nel settore ingegneristico e della stampa prevale il pessimismo.
Tuttavia, da gennaio a settembre 2009 il numero di fallimenti societari è aumentato dell'11,2%, anno su anno, raggiungendo le 24.717 unità - anche se si è comunque trattato di un miglioramento rispetto all'aumento del 15,3 % registrato tra gennaio e luglio. Nonostante l’accelerazione della ripresa economica della Germania, prevediamo comunque un aumento dei fallimenti societari del 10%, per un totale di circa 32.200 società, nel 2009. Questa tendenza si prolungherà anche al 2010, anche se a livelli inferiori – e riteniamo che si registreranno 35.500 fallimenti – mentre il valore dei crediti impagati si ridurrà considerevolmente rispetto al 2009. I settori principalmente colpiti sono quelli dell’auto, metallurgico e tecnico. Lo scorso anno, sono stati registrati 90 fallimenti solo nel sottosettore dei fornitori dell'industria automobilistica: questo costituisce un enorme aumento, del 330%, rispetto al 2008. La lavorazione dei metalli ha fatto registrare un aumento dei fallimenti del 140% e il settore ingegneristico del 100%, nello stesso periodo. I settori edile, dell’elettronica e retail sono stati colpiti in modo meno rilevante.
A novembre 2009, il Tasso di Insolvenza (EDF) per la Germania è sceso rispetto al mese precedente (cfr. grafico a pag. 2), raggiungendo i livelli minimi per il 2009. Anche se in presenza di una riduzione, l’attuale EDF tedesco, rimane ad un livello quasi doppio rispetto all’estate del 2008, indicando ancora un alto rischio di fallimenti tra le società quotate.
Dalla metà di dicembre 2009, lo stato tedesco ha messo a disposizione fondi per un programma di controgaranzia a sostegno delle assicurazioni private che forniscono la copertura del rischio di sofferenze derivanti da contratti per merci, lavoro e servizi, un concetto sviluppato dagli assicuratori del credito tedeschi in collaborazione con il governo federale. Il programma “Top-Up Cover” per i limiti di crediti è progettato per consentire una copertura assicurativa addizionale per i fornitori che già hanno acquistato un’assicurazione del credito.
L’inasprimento delle condizioni dei prestiti comprometterà il ritorno ad una crescita vigorosa?
Mentre molti degli indicatori macroeconomici sono ritornati positivi, sussiste ancora il pericolo che la ridotta disponibilità di finanziamenti bancari possa pregiudicare la crescita commerciale ed economica. Verso la fine del 2009, i reclami delle imprese riguardo alla difficoltà di ottenere prestiti, sono aumentati. Secondo un sondaggio dell’ifo institute, a dicembre 2009 il 44,3% delle società dichiarava che i finanziamenti bancari erano diventati limitativi, con un 1,4% in più rispetto al mese precedente; le preoccupazioni maggiori provenivano dal settore edile (50%).
Per contrastare una potenziale crisi creditizia nel 2010, all’inizio di dicembre il governo tedesco ha convocato un summit ad alti livelli con i maggiori rappresentanti di banche e società. Il risultato è stato una promessa, da parte delle banche, di mettere a disposizione più finanziamenti, specialmente alle piccole e medie imprese (PMI) e la nomina di un "mediatore del credito" per promuovere il dialogo tra le banche e le PMI tedesche con accesso insufficiente al credito. Inoltre, è stato deciso che sia le banche, sia la banca di stato KfW avrebbero collaborato per dare nuova vita al crollato mercato delle cartolarizzazioni. Noi consideriamo quest’ultima misura un passo molto importante per fornire nuovo impulso al mercato dei rifinanziamenti per le banche e per far sì che queste possano ampliare la concessione di nuovi prestiti alle aziende.
Nonostante tutte le iniziative di natura politica intraprese per evitare una stretta creditizia, il problema principale sarà la risposta delle banche al deterioramento del rating di molti debitori in conseguenza della pubblicazione dei bilanci per il 2009. Se le decisioni sul credito saranno basate esclusivamente sui bilanci 2009, senza tener conto del miglioramento delle prospettive commerciali del primo semestre 2010 (probabilmente positivo), la stretta creditizia potrebbe sicuramente verificarsi. La sfida per le banche sarà quella di analizzare i bilanci societari con una prospettiva lungimirante, prestando particolare attenzione alle aspettative commerciali dei finanziatori e alle prospettive per il 2010.
Andamento principali settori
Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
La crisi economica, iniziata nell’autunno 2008, ha colpito il settore edile tedesco con un ritardo di sei mesi. Tra gennaio e settembre 2009, i nuovi ordini sono scesi del 7,5% e il fatturato è calato del 6,8% anno su anno.
A causa del deterioramento di molti settori, il settore delle costruzioni commerciali è stato quello più colpito, con un crollo della domanda del 17,5% e una riduzione del fatturato dell'11% anno su anno nei primi nove mesi del 2009. Tuttavia, l’edilizia pubblica ha tratto vantaggio dai programmi di incentivazione della spesa pubblica e dai grandi investimenti statali nelle infrastrutture. Si prevede un aumento del fatturato del 5% per il 2009.
Per tutto il 2009, la Confederazione Tedesca dell’Edilizia prevede una riduzione del fatturato del 4%. Grazie soprattutto agli incentivi fiscali, l’edilizia è stata meno penalizzata dalla crisi rispetto a molti altri settori.
Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
La condotta in materia di pagamenti delle imprese edili non è peggiorata rispetto ad altri settori, anche se i ritardi nei pagamenti registrati sono più frequenti nel caso delle imprese di costruzioni che lavorano per il settore pubblico, il quale ha spesso condizioni di pagamento molto lunghe (ad es., i comuni).
Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve (6 mesi) per il settore?
Prevediamo che le prestazioni attuali del settore edile continueranno invariate nel 2010, sostenute principalmente dalla spesa pubblica. Stimiamo che, con il suo -1,5%, la riduzione del fatturato sarà inferiore a quella registrata nel 2009. L’edilizia residenziale dovrebbe riprendersi leggermente, mentre le costruzioni pubbliche dovrebbero aumentare dell'8% grazie alla realizzazione di molti lavori di infrastrutture e di edilizia pubblica ad inizio 2010, inclusi nei programmi di incentivi approvati nel 2009. L’edilizia commerciale si riprenderà solo dopo una ripresa sostenibile e duratura dell’economia. Si prevede un’ulteriore riduzione del fatturato del 10% nel 2010.
Qual è stato l’impatto della recessione economica globale sul settore?
Il numero di dipendenti nel settore tessile e dell’abbigliamento è sceso del 10,4% tra ottobre 2008 e ottobre 2009, una tendenza che continuerà nel medio periodo. Il fatturato è sceso del 16,8%, penalizzando maggiormente i pre-produttori (-20,6%), mentre il sottosettore dell’abbigliamento è stato colpito in modo meno grave (-12%).
Il declino delle esportazioni e la riduzione degli ordini dei dettaglianti tedeschi, ha comportato che anche produzione ed ordini si sono ridotti di una percentuale a due cifre. Tuttavia, i prezzi dei prodotti sono aumentati gradualmente nei primi 10 mesi del 2009 – dello 0,7% (tessile) e dello 0,9% (abbigliamento).
Il commercio al dettaglio del tessile è stato penalizzato nel 2009 da una riduzione del numero dei clienti e dal fallimento di alcune della società più grandi. Tuttavia, i risultati in questo sottosettore nel 2009 non sono stati molto peggiori del 2008, grazie alle prestazioni al di sopra della media dei grandi negozi nei centri cittadini. Questo sviluppo è stato facilitato nel 2009 anche da consistenti consumi privati, in crescita dello 0,3% grazie agli accordi per gli aumenti salariali, inflazione più contenuta e incentivi.
Qual è la tendenza attuale riguardo ai tardati pagamenti, mancati pagamenti e fallimenti, e perché?
Il commercio tessile ha sofferto nel 2009 da una riduzione dei consumi e dal fallimento di alcune grandi imprese. Detto ciò va comunque osservato come i risultati di questo settore nel 2009 non sono stati molto peggiori rispetto al 2008, grazie ad una performance superiore alla media dei gradi centri commerciali. Questo sviluppo è stato altresì aiutato da un livello adeguato dei consumi privati nel 2009 che hanno registrato una crescita dello 0,3%, favorita tra l’altro da una bassa inflazione e da incentivi all’acquisto.
Quali sono, per Atradius, le prospettive a breve termine (6 mesi)?
I consumi privati con tutta probabilità si deterioreranno nel 2010, a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime, della disoccupazione e dell’aumento della quota di risparmio. Questo potrebbe influire negativamente sull’intero settore tessile, con una riduzione del numero dei clienti, del fatturato e l’aumento della pressione sui prezzi.
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