Cina
Marzo 2010
Misure di governo per controllare il potenziale riscaldamento dell’economia
L’economia cinese è cresciuta del 10,7% su base annua nel IV trimestre 2009: l’incremento più veloce dallo stesso periodo del 2007. Per l’intero 2009, il PIL è cresciuto dell’8,7%, aiutato da una politica monetaria espansiva e dal pacchetto di aiuti del governo a sostegno dell’economia, lanciati nel Novembre 2008 rivolti in particolare alla costruzione di infrastrutture, quali ferrovie e costruzione di strade oltre ad altre opere pubbliche.Nei primi sei mesi del 2009, il sistema bancario Cinese ha concesso prestiti per circa 1,08 trilioni di US$ (7,37 trilioni di yuan), circa il doppio di quanto concesso nel 2008, con un dato per tutto il 2009 che ha raggiunto la cifra record di 1,4 trilioni di US$ (9,59 trilioni di yuan).
Questa ondata di risorse finanziarie ha fornito il combustibile necessario per una rapida crescita nel 2009, e che tuttavia rischia di surriscaldare l’economia e generare bolle, portando ad una crescita dell’inflazione ed coinvolgendo necessariamente anche il settore immobiliare già impattato da questo fenomeno.
Il governo è consapevole di queste preoccupazioni ed ha già preso delle misure specifiche per gestire l’incremento dell’inflazione e limitare la crescita delle risorse finanziarie in circolazione. Nel mese di gennaio 2010, la People’s Bank of China ha drenato dal mercato monetario un valore netto pari a 20,1 miliardi di US$ (pari a 137 miliardi di yuan). I piani governativi prevedono azioni per limitare l’offerta di credito a 7,5 trilioni di yuan per il 2010.
I settori problematici in Cina sono quelli orientati all’esportazione, quali:
- Tessile/Abbigliamento (sceso del 9,8% a 167 miliardi di US$ a causa del rallentamento della domanda da parte dei principali mercati internazionali (USA, Unione Europea e Giappone) e la crescita degli standard di qualità per la sicurezza.
- Acciaio/Metalli: questi settori evidenziano un declino negli ordinativi (soprattutto sul fronte export), la caduta dei prezzi, la crescita dei costi dei minerali di ferro, del carbon coke e una importante sovrapproduzione. Il governo Cinese ha incoraggiato delle operazioni di fusione o ristrutturazione in questa industria per migliorare le economie di scala e più in generale la competitività, oltre che per migliorare la capacità di negoziazione delle imprese per l’acquisito del ferro dai fornitori-chiave quali: BHP Billiton, Rio Tinto and Vale. Tra le scelte di carattere strategico troviamo la chiusura di impianti obsoleti per la produzione di ferro, acciaio e prodotti in acciaio. Le banche commerciali hanno chiesto la riduzione di almeno il 50% delle linee di credito destinate ai produttori di acciaio che dimostrano capacità produttive obsolete o che espandono la produzione in maniera non controllata.
- Ingegneria navale: in questo comparto, lo scorso anno, il 65% delle imprese non ha ricevuto nuovi ordini, mentre il 30% degli ordini esistenti è stato cancellato o rinviato.
- Carta e stampa: il settore ha sofferto la compressione dei margini di profitto a causa della crescita del prezzo delle materie prime e delle minacce protezionistiche. (es: i dazi antidumping imposti dagli USA).
Le piccole imprese private sono andate meglio delle imprese controllate dallo Stato
Nel 2009 il livello dei consumi privati è stato impressionante con una crescita nominale nelle vendite, rilevata a Dicembre, pari al 17,5% su base annua.
Per continuare a sostenere i consumi e bilanciare l’impatto di un export depresso, il governo cinese sta pianificando di aumentare il livello delle pensioni per chi esce dal mondo del lavoro ed innalzare il livello dei redditi per la fascia medio - bassa della popolazione.
Sono state anche introdotte politiche di sostegno per settori specifici quali: elettrodomestici, automobili, agricoltura, farmaceutico.
Così come l’economia è diventata maggiormente dipendente dagli investimenti statali, le PMI attive nel settore privato, hanno continuato a crescere più velocemente delle imprese controllate dallo Stato. Almeno tre fattori hanno contribuito a questo fenomeno:
1. Maggiore flessibilità in risposta alla crisi;
2. Possibilità di beneficiare indirettamente dai contratti associati alle misure di stimolo all’economia;
3. Nuove iniziative politiche che assicurino un sostegno finanziario adeguato per le PMI, da parte del sistema bancario.
Durante gli ultimi 6 mesi non abbiamo osservato nessun incremento nei ritardi di pagamento. Nei casi in cui si sono registrati questi fenomeni, sono da attribuire a motivi non legati a situazioni finanziarie difficili.
Nel 2010, lo Stato manterrà una posizione di guida nella gestione degli investimenti. In ogni caso, per controllare l’eccesso di liquidità ed abbassare l’impatto negativo della sovraccapacità, la China sta pianifica di spostare la spesa legata agli stimoli economici da investimenti fissi ai servizi sociali (salute, scuola).
Le esportazioni sono rimbalzate in maniera significativa a Gennaio 2010 con una crescita del 21% su base annua. Nonostante ciò va comunque considerato come il protezionismo commerciale e le misure anti-dumping prese da USA e UE, potrebbero avere un impatto negativo sulle esportazioni a causa della crescita dei costi e della domanda ridotta in diversi settori quali: pneumatici, acciaio, ecc. All’inizio di Marzo il governo Cinese ha fornito delle stime relativamente alla crescita del PIL per l’anno in corso che dovrebbe essere dell’8%.
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