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Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento

Supplemento all'8a edizione: "Tempi massimi di pagamento nell'Unione Europea"


Conclusioni

Il riesame della normativa contro i ritardi di pagamento è stato promosso dalle istituzioni europee per definire un quadro legislativo maggiormente preciso e severo rispetto agli scenari precedenti la crisi economica. Le finalità, tuttavia, sono rimaste le stesse: contenere il pregiudizio derivante dai ritardi di pagamento delle fatture, per migliorare la solvibilità delle imprese e promuovere così l’innovazione, lo sviluppo e la creazione di occupazione. 

E’ certo, comunque, che la previsione normativa di tempi di pagamento massimi e inderogabili non potrà automaticamente garantire che i clienti paghino le fatture alle scadenze concordate. Ragion per cui, anche in costanza di regole chiare sulle tempistiche massime di pagamento, continuerà a essere essenziale proteggere il portafoglio crediti commerciali tramite strumenti di gestione che limitino gli squilibri finanziari derivanti da un eventuale mancato rispetto delle scadenze di pagamento da parte dei clienti.

La maggior parte delle imprese intervistate, in ogni caso, è concorde nel ritenere che un rafforzamento della normativa sui ritardi di pagamento potrà contribuire a sanare situazioni caratterizzate da tempi di pagamento pregiudizievoli per il sistema imprenditoriale. Anche se, a giudizio degli intervistati, i tempi massimi previsti dalla normativa (30 o 60 giorni) sono quelli già comunemente adottati dalla maggior parte dei Paesi UE, un concreto impatto delle nuove norme si potrebbe avere sul miglioramento delle pratiche commerciali tra i soggetti interessati, della gestione dei flussi di cassa, del recupero degli insoluti e della tutela di una delle maggiori poste dell’attivo aziendale: i crediti commerciali.

Si tratta di opinioni motivate e dettate dalla consapevolezza che tempi brevi di pagamento sono un fattore positivo per il sistema economico nel suo complesso. La normativa potrebbe, inoltre, semplificare le relazioni commerciali tra imprese UE e partners d’affari esterni all’area europea. La maggior parte delle imprese intervistate in Cina, ad esempio, si è espressa favorevolmente sulla normativa: i fornitori cinesi, che esportano in maniera considerevole verso l’area UE, ritengono che regole chiare sui tempi di pagamento da parte delle imprese clienti in Europa avranno impatti positivi sul proprio volume d’affari.

In conclusione, dunque, le imprese hanno espresso giudizi favorevoli sulla riaffermazione del quadro normativo europeo contro i ritardi di pagamento. Regole precise potranno avere impatti positivi sugli scambi commerciali, nella consapevolezza tuttavia che il rischio di comportamenti di pagamento negativi non potrà essere eliminato. Per questo sarà sempre fondamentale gestire il portafoglio crediti commerciali in modo strategico e in linea con gli equilibri finanziari dell’impresa, onde evitare situazioni di carenza di liquidità dannose per la crescita e lo sviluppo delle imprese. 

 

 atradpdf.gif   Scarica la versione italiana del report "Tempi massimi di pagamento nell'Unione Europea"

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Data: Ottobre 2010

 

 

 

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