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Sintesi dei risultati
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Le risposte date dagli intervistati italiani permettono di fare il punto della situazione in materia di comportamenti di pagamento tra imprese, nell’attuale contesto economico nazionale.
Tradizionalmente i comportamenti di pagamento in Italia si contraddistinguono per una certa lentezza, come confermano le dilazioni medie concesse dagli intervistati pari a circa 55 giorni data fattura. Se confrontati con gli altri Paesi oggetto dell’indagine, i termini di pagamento medi italiani si collocano immediatamente prima dei 70 giorni medi concessi in Spagna e dei 71 giorni medi della Grecia. Alla base di dilazioni medie di così ampio respiro c’è la necessità di mantenere e consolidare i rapporti commerciali con i clienti effettivi.
Proporzionali alle dilazioni medie concesse dagli intervistati sono risultate le effettive tempistiche di pagamento dei clienti. Queste ultime sono tra le più lunghe tra quelle rilevate dall’indagine (una media di 51 giorni).
Naturalmente, tempi lunghi di pagamento da parte dei clienti si traducono in fatture pagate oltre la scadenza, pari a circa il 36% delle fatture su clienti domestici e il 34% su clienti esteri, percentuali queste di poco superiori alle medie europea e dell’indagine. In tale contesto, un dato interessante è rappresentato da un 10% di fatture scadute pagate con oltre 90 giorni di ritardo.
Questa percentuale è risultata decisamente superiore alla media dell’indagine (6%). Insoluti protratti per tempi così lunghi si trasformano quasi sempre in crediti inesigibili, stimati dagli intervistati nell’ordine del 5% del valore totale delle fatture inerenti a transazioni tra imprese. Una percentuale superiore (6%) è stata osservata solo in Grecia.
Le imprese italiane intervistate sono state generalmente concordi nel ritenere la carenza di liquidità il motivo principale dei ritardi di pagamento dei clienti. Ben il 71% degli intervistati lo ha indicato come motivo principale dei ritardi di pagamento sul mercato domestico.
La consapevolezza di questo stato di cose, tuttavia, non ha frenato la propensione degli intervistati all’utilizzo del credito commerciale nelle transazioni tra imprese (in media il 59% delle transazioni B2B è stato effettuato a credito). Ben tre quarti degli intervistati italiani (75%), tra l’altro, sono rimasti nel familiare territorio dei clienti nazionali, con cui i rapporti commerciali di lunga durata restano un obiettivo essenziale.
Dal punto di vista della gestione dei crediti, circa il 60% degli intervistati italiani ha dichiarato di offrire sconti per il pagamento anticipato delle fatture, un dato decisamente superiore alla media europea e dell’indagine nel suo complesso. Il 23% dei clienti delle imprese intervistate ha approfittato di questa opportunità.
Tecniche di gestione attiva del credito (verifiche credito e solleciti di pagamento) sono state impiegate da oltre un terzo degli intervistati, nello specifico da piccole imprese e nei settori manifatturiero e dei servizi. Solleciti di pagamento, monitoraggio del rischio cliente e verifica del merito di credito degli acquirenti sono risultati,
comunque, i principali strumenti di mitigazione del rischio utilizzati dagli intervistati italiani, in misura superiore alla media europea nel primo semestre 2011.
Nell’ attuale e difficile contesto economico-finanziario italiano, tuttavia, le imprese intervistate indipendentemente dal settore e dalla dimensione hanno dichiarato di aver richiesto forme pagamento sicure con una maggiore regolarità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato conclusivo riguarda l’andamento del DSO, che il 24% degli intervistati italiani ha stimato in incremento di circa 17 giorni nel primo semestre 2011.
I maggiori incrementi sono stati registrati tra le grandi imprese e nel settore manifatturiero (una media di 63 giorni registrati a metà dell’anno 2011). DSO superiori sono stati osservati nel corso dell’indagine solo in Grecia e Spagna.
Fatture pagate oltre la scadenza (mercato domestico/export)

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